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Ordinare un abito da uomo su misura: la mini-guida


Dalla camicia ai pantaloni. Poche e semplici regole per creare un capo sartoriale perfetto

di Annalisa Testa

Artigiano, maestro di forbici, ago e filo, consigliere di stile ma anche un po’ psicologo. Capace di ascoltare e interpretare il gusto personale, adattare lo stile alla forma del corpo. Il sarto torna in voga, soprattutto tra i giovani. Dalle piccole botteghe ai grandi nomi della moda, la tradizione della sartoria Made in Italy prosegue, con qualche piccolo accorgimento. Il sarto si fa globetrotter: per prendere le misure o per le prove abito raggiunge il cliente a casa o addirittura in ufficio e confeziona cartamodelli unici, personalizzati, così da poter ordinare un abito anche dall’altra parte del mondo senza dover passare ogni volta in negozio. Il capo più richiesto è senza dubbio la camicia, ma anche abiti, prima quelli della cerimonia, poi quelli da ufficio, blazer, doppipetto, capispalla, pantaloni e scarpe.

Ecco una mini-guida per non lasciare nulla al caso.

- Il colletto della camicia. Per chi ha il viso tondo l’ideale è un colletto a punta, chi ha un viso stretto e lungo meglio un colletto più largo con le punte arrotondate. Per capire se la misura è corretta, a colletto abbottonato indice e medio riescono a scivolare tra tessuto e collo per tutta la lunghezza della circonferenza.

Ci sono diversi tipi di colletto: botton down, con i bottoncini sulla punta delle ali, molto giovanile, lo si può portare anche senza cravatta. Perfetto con il primo bottone slacciato sotto il blazer abbinato a denim e sneaker; club collar, ha le punte leggermente arrotondate, è piuttosto sportivo da portare solo con jeans, magari un cardigan o un maglione in cashmere con lo scollo a V; all’italiana, è il più classico, perfetto con il cravattino sottile e nodo stretto, anche sotto pullover girocollo. Va bene in qualsiasi situazione, dalle casual a quelle più formali; alla francese, raffinato ed elegante, ha vele aperte, obbligatorio l’uso della cravatta, meglio indossarlo solo in occasioni importanti. Perfetto anche sotto il doppiopetto.

- Per quanto riguarda i polsini, possono essere tondi o smussati. L’importante è che il sarto adatti la circonferenza anche al tipo di orologio indossato. Il classico vuole un bottone, si indossa anche in ufficio, mentre il doppio bottone si adatta di più a cerimonie e occasioni formali. C'è un grande ritorno anche dei gemelli. Meglio però evitare quelli troppo colorati o, in caso, è bene che siano abbinati al colore della cravatta. Per non sbagliare meglio optare per un paio in tessuto, legno o, per un evento importante in argento o oro bianco.

- La giacca. Destrutturata al massimo, deve avvolgere come una camicia, per esaltare il corpo. Meglio chiedere il doppio spacco per agevolare i movimenti mantenendo comunque tono ed eleganza. La spalla deve avere la cucitura a filo e nessuna imbottitura, il giroascella comodo con una fodera in seta che permette a camicie e maglione di scivolare.
Anche i revers, il risvolto del collo, hanno regole importanti da seguire: quello a scialle, chiamato anche roll, è una curva unica che avvolge il collo, perfetto per le giacche da smoking, anche a contrasto con il tessuto del capospalla, il rever dentellato, con il colletto che forma uno scalino,  è adatto a qualsiasi tipi di giacca a uno o due bottoni, mentre i rever a lancia è riservato a abiti più eleganti, anche con i doppipetto.

- Lunghezza dei pantaloni. L’abito formale vuole un risvolto massimo di 3 cm, il pantalone slim, solo chinos e denim, si può arrotolare fino a far intravedere 1 cm di calza, anche colorata o a righe, per quello classico meglio rinunciare al risvolto e farlo cadere morbido sulla tomaia, mentre per modelli leggermente scampanati e con tessuti rigidi e pesanti l’orlo deve sfiorare il tacco della scarpa.