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Le isole e i resort più belli del mondo


Protagonista, la natura. In quei nidi aperti al mondo, dove il paesaggio arreda le stanze. Un viaggio, a partire da un libro

di Micol De Pas

«Datemi una barca», chiese l’uomo che voleva partire verso l’isola sconosciuta. «Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più. Sono tutte sulle carte», fu la risposta del re. «Sulle carte geografiche ci sono solo le isole conosciute». Così scriveva José Saramago nel suo Racconto dell’isola sconosciuta (Einaudi 2003), una fiaba su un luogo che va inseguito come s’insegue un’idea. Le terre in mezzo al mare fanno questo effetto: sono destinazioni monocellulari. Tutto è concentrato entro i confini bagnati dall’acqua salata. Altre frontiere non esistono, nemmeno quelle, consuete, tra la natura e le case. Sono questi i posti descritti per immagini dal fotografo Martin Nicholas Kunz, autore di Cool Escapes. Beach Resorts, appena uscito per teNeues: i migliori indirizzi per esplorazioni senza soluzione di continuità tra interno ed esterno.   

 

Doppio sogno -  L’ago della bussola è puntato verso Oriente, per fare rotta sulla Thailandia. Con quella manciata di isole disseminate nelle acque del suo golfo, è meta obbligata per viaggiatori a caccia dell’inconsueto. Proprio in quell’arcipelago si può trovare la terra sconosciuta di cui va in cerca il personaggio di Saramago. Si chiama X2 Samui , ed è come un’astronave razionalista caduta in mezzo alla fitta vegetazione dell’omonima isola. Un resort di 27 ville con piscina, a pochi metri dal mare e una spa concepita per godere dei trattamenti all’aria aperta. Perché la natura è la vera protagonista di questa struttura moderna ed ecosostenibile, dove il design minimalista è pensato per lasciare spazio alla vegetazione, alle luci e ai profumi. Seconda tappa è Koh Kood, con il Soneva Kiri Resort : un altro pianeta, dove le 27 ville costruite in legno si mimetizzano nel verde di una baia meravigliosa, che si raggiunge con un jet privato dalla città di Bangkok. Sono due volti della stessa medaglia, un doppio sogno che ha come personaggio principale un’idea, quella di portare il paesaggio dentro casa.

Tre storie -  Il Kenya c’è, ma non si vede. Perché il Majlis Resort è sull’isola di Lamu, patrimonio dell’umanità per l’Unesco nelle acque dell’Oceano Indiano. Lamu è la più antica cittadina Swahili; e posta sulle rotte commerciali tra il mondo arabo e quello indiano, vanta un passato di ricchezze ed edifici di grande bellezza. Il Majlis è la versione contemporanea del lusso isolano: l’architettura racconta le influenze arabeggianti, intrise di storie africane e aperta al mare orientale. Un mix insolito e affascinante. Nello stesso oceano, ma più a Est, si trovano invece gli atolli delle Maldive. Nell’immaginario, un luogo che poco ha a che fare con l’avventura. Ma il W Retreat & Spa Maldives fa eccezione. Sull’isola di Fesdu, propone bungalow con piscina affacciati sulla laguna privata. Come trovarsi da soli, a contemplare l’infinito, simili solo agli antichi guardiani dei fari.

 
Sconosciuto alle mappe -  Muovendosi al largo delle coste del Vietnam si scorge Con Dao Island, l’isola del resort minimal chic Six Senses , l’ecolodge premiato dal National Geographic, nonché primo cinque stelle locale. La meta è perfetta: apre le porte di un paradiso ancora intatto. Viene poi la Cambogia. Raramente considerata come destinazione balneare, si dimostra una rivelazione. Il Song Saa , luxury resort sulle isole di Koh Ouen e Koh Bong, rivela una nuova filosofia dell’ospitalità: il lusso green. L’architettura riprende lo stile dei villaggi dei pescatori, ma tutto mira a salvaguardare l’ambiente, ricchezza cambogiana. Uno sguardo a Sud-Ovest, ed ecco un altro luogo sconosciuto, ma segnato sulle carte: l’isola di Benguerra, nella acque del Mozambico. Un microcosmo di savane, foreste, laghi, lagune e spiagge bianche. Che ospitano il Benguerra Lodge : piccole eco-ville in stile, mimetizzate nella vegetazione davanti al mare.

Il libro di Martin Nicholas Kunz prosegue con altri indirizzi, collegati da un tratto comune: dare spazio al paesaggio. I suoi scatti infatti parlano di alberi, mari, sabbie e scogli e di come l’uomo possa abitarli. 

Foto: Martin Nicholas Kunz