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San Francisco in dieci posti


Piccola mappa per viaggiatori esigenti

Mitica, per la sua storia passata, tra artisti, poeti, romanzieri e musicisti. Ma anche per la sua architettura, quel ponte tutto rosso chiamato Golden Gate e il tram, inconfondibile, che si arrampica in salita tra le case della città. Basta il nome, San Francisco: tutto il resto è già nella memoria, tra film, libri e note musicali. Ma ci sono anche le novità: locali di nuova generazione, negozi e qualche quartiere da scoprire. Dieci cose da non perdere.

L’effetto nostalgia ha per colonna sonora i Greatful Dead. Perché Haight-Ashbury è il regno degli anni ’60: muri colorati e negozi rétro in salsa controcultura, dove si trova di tutto. Spostandosi di qualche chilometro dalla città c’è Sausalito, altra meta mitica per chi cerca la California vintage. Proprio lì stavano i Fleetwood Mac mentre registravano “Rumors” nel 1976. Le houseboat meritano una visita, come un pranzo a Le Garage, bistro francese, un po’ nascosto tra yacht e barche a vela.

Dogpatch, invece, è uno dei quartieri in trasformazione sulla baia: da zona industriale sta diventando un polo creativo, culturale e mondano decisamente interessante. Ci sono atelier, locali, sale da concerto, ma soprattutto si sta specializzando nella cultura gastronomica a chilometro zero: si coltiva sul posto.

Anche la vitra notturna ha i suoi must, come Rickhouse, che mixa la quintessenza dei cocktail locali: un bar con musica dal vivo, whiskey d’autore e interni in legno (246 Kearny Street, rickhousebar.com).

The WILSON & WILSON è il regno del noir. Prima speakeasy, indirizzo noto alle agenzie investigative e poi fedele alla sua storia un po’ dark, ha mantenuto vecchi registratori di cassa, tappezzerie anni 20 e un menù che punta a un approccio “culinario” ai coktail, fino ai digestivi (505 Jones Street, thewilsonbar.com)

Smuggler’s Cove è uno dei luoghi più famosi a San Francisco e continua a proporre un’ottima selezione di rum e drink storici in un ambiente da vedere (650 Gough Street, smugglerscovesf.com).

Più contemporaneo, modaiolo e stiloso il Bar Agricole che propone piatti fusion tra nord Europa e California, mentre al bar si shekerano sapori delicati ed eleganti (355 11th Street, baragricole.com).

Per cena (o spuntini vari), è ottimo il Bar Tartine dove lo chef Nicolaus Balla offre specialità ungheresi, giapponesi, danesi e californiane (561 Valencia Street, bartartine.com).

Non si può trascurare il Mission District con i suoi ristoranti orientali, ma in particolare Mission Chinese Food: in cucina Danny Bowien e la sua crew preparano meravigliose interpretazioni, tanto folli quanto gustose (2234 Mission Street, missionchinesefood.com). Recensito dal New York Times, Commonwealth è il posto più casual chic del quartiere. Frutta e verdura fresca, piatti italiani rivisitati, suggestioni nipponiche e brasiliane. Dall’antipasto al dolce. (2224 Mission Street, commonwealthsf.com).

Testo: Micol De Pas

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