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Da Saint Laurent a Gucci, la forza del logo


Debutta la nuova linea di accessori della maison francese disegnata da Heidi Slimane che riporta in primo piano il simbolo SL, simbolo della maison, sulla scia di una tendenza che ha fatto scuola dagli anni ’90

di Simone Monguzzi

La figura di Hedi Slimane, direttore creativo di Saint Laurent, è dal giorno della sua nomina oggetto di pareri contrastanti tra giornalisti e fan del marchio; il suo lavoro è in egual misura criticato e idolatrato per via della sua strategia di rinnovo che ha portato con sé numerose novità. Ultima scelta ardita in ordine di tempo, il debutto della prima linea di accessori e valigeria in tessuto monogrammato che riprende il famoso logo creato nel 1961 per Monsieur Yves Saint Laurent dall'artista Cassandre.

Di gran moda negli anni Novanta, il logo con annessi tessuti monogrammati ha segnato un'epoca in cui il benessere economico e il lusso passavano dalla riconoscibilità immediata, dalla voglia di apparire e di affermare la propria appartenenza al branco. Louis Vuitton deve molto del suo successo alle famose iniziali LV che negli anni sono state reinterpretate da artisti del calibro di Stephen Sprouse e Takashi Murakami (non tutti sanno che il motivo Damier è stato il primo tessuto logato inventato da Louis Vuitton nel lontano 1888 e che il ben più noto monogramma fece la sua comparsa quasi venti anni dopo).

Marchi come Gucci, Fendi, Salvatore Ferragamo e Serapian sono molto riconoscibili grazie ai loro loghi: le doppie GG di Gucci, il Gancio di Salvatore Ferragamo, la S stilizzata di Serapian e le FF incrociate di Fendi sono diventati un pattern sinonimo di lusso. In attesa di scoprire le nuove iniziali da collezione.