Questo sito contribuisce alla audience di panorama

Il ritorno delle macchine da scrivere


Per motivi di sicurezza, il vecchio sistema sta tornando in auge. A preferirlo per primi alcuni governi

di Ilaria Ravarino

Semplice, tangibile, romantica. E molto più sicura di un computer.
Il rinascimento della macchina da scrivere, sbocciato nel 2011 tra i teenager d'America, sta diventando una realtà anche in Europa. A partire dalle nazioni del Nord, dove la tendenza vintage ha contagiato, per primi, non i ragazzi ma gli adulti. E in particolare i governi.
In una recente trasmissione tv alcuni politici tedeschi hanno infatti annunciato l'intenzione di abbandonare le e-mail per le comunicazioni private tra parlamentari, in favore di note scritte a mano o battute a macchina. L'inversione di marcia risponderebbe a un'esigenza concreta, sull'esempio dei servizi segreti russi passati all'analogico già un anno fa: sfuggire al controllo della NSA, l'agenzia di sicurezza statunitense, coinvolta nello scandalo scoppiato dopo le rivelazioni di Edward Snowden.
Ma il ritorno alla macchina da scrivere non è solo un affare da spie.
Eleganti, resistenti e di semplice utilizzo, le vecchie Underwood, Smith Corona e Remington in America hanno registrato tra il 2013 e il 2014 un picco di vendite mentre in Germania, secondo i dati resi noti dalla Olympia Typewriter, nel 2013 si sarebbero venduti più modelli che negli ultimi 20 anni. E così ecco diffondersi in America (ma da poco anche in Svizzera), nelle librerie di città come Seattle, Phoenix e New York, le serate-evento ribattezzate Type-ins, durante le quali gli appassionati si sfidano in gare di battitura veloce vissute come vere e proprie jam session. "Quando scrivi a macchina sei obbligato a pensare”, spiega sul New York Times un appassionato. "Non hai Twitter, non hai Facebook. E per battere veloce ti devi concentrare".
Uniti dallo slogan “Scollegati e riconnettiti”, i membri della "typosfera" hanno un'età media compresa tra i 20 e i trent'anni, e delle macchine da scrivere apprezzano, soprattutto, la tangibilità. "Sono come dei carri armati, indistruttibili e riparabili", spiega un giovane collezionista. "E per funzionare non hanno bisogno né di elettricità né del wi-fi". E se la tendenza nasce in parte come reazione all'esponenziale digitalizzazione della cultura occidentale ("I computer sono fantastici per connettere la gente e trovare informazioni. Le macchine da scrivere fanno benissimo una sola cosa: scrivere"), gli appassionati non si ritengono impegnati in un'anacronistica lotta contro le nuove tecnologie. Anzi. Il "typecasting", che consiste nel battere a macchina un messaggio, scannerizzarlo e postarlo sui social, è una delle attività preferite dai fan, uniti sul web da una fitta rete di blog. Il più cliccato? Si chiama Strikethru. E a compilarlo è un giovane impiegato di Microsoft.