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In un libro la teoria della Disruptive innovation


Scombinare la realtà per creare nuovi valori di mercato: la recente tesi economica in un video di Oakley. Con il commento di Kevin Spacey

di Laura Barsottini

"Disruptive" indica letteralmente "chi porta disordine". Ma "disruptive innovation" è anche il termine usato in economia a indicare un'innovazione capace di creare un nuovo mercato e una nuova rete di valori, sovvertendo quelli preesistenti. Un esempio tra mille: quando, nel 1908, Henry Ford lanciò la Ford Model T, la prima autovettura con un prezzo alla portata di tutti, compì un atto "desruptive". La vera rivoluzione, in questo senso, non fu tanto l'invenzione dell’automobile, quanto quella dell'automobile di massa.

A questo proposito, il 9 settembre uscirà il libro Disruption by Design: How to Create Products thet Disrupt and then Dominate Markets di Paul Paetz, titolare di Disruptive Innovation Company società di consulenza americana con sede ad Atlanta, New York, Boston, Silicon Valley e Londra, che da anni opera su questo principio (Apress, circa 30 dollari). Il libro, attesissimo, si propone come una sorta di vademecum per aspiranti "innovatori distruttivi".

Una realtà di prodotto che ha sposato fin dalla sua nascita, trent'anni fa, questa filosofia è Oakley, azienda californiana di occhiali fondata da James Jannard nel suo garage con un investimento iniziale di 300 dollari. Tanto che oggi lancia una campagna intitolata, appunto, Disruptive by Design, incentrata su un travolgente filmato che mescola performance sportive e immagini di design, con il commento audio di Kevin Spacey, a cui si affianca una serie di clip su figure di atleti che hanno dato un approccio dirompente e innovativo alla loro disciplina.

 

Per approfondire http://www.innovativedisruption.com/