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Altiplano Piaget, la rivisitazione


Negli anni Sessanta fu la volta del primo extra-piatto a carica automatica: un successo. Oggi l’Altiplano torna, a prova di record

di Giampiero Negretti

La sua prima apparizione in pubblico fece un gran botto, ma quella del “fratello” tre anni più tardi, fu ancor più fragorosa e incoronò la Piaget regina del settore. Era il 1960 e dopo il calibro 9P del 1957, la manifattura svizzera presentava un’altra novità, il 12P. Il primo movimento aveva sancito l’ingresso della Piaget, fino ad allora nota soprattutto per i suoi orologi-gioiello, nel novero delle tre, quattro grandi Maison che in quegli anni si davano battaglia tecnica per realizzare modelli sempre più piatti. Per riuscirvi, però, l’orologio doveva avere un movimento di spessore molto ridotto; ebbene la Piaget con il calibro 9P, a carica manuale e di soli 2 millimetri di spessore, si inserì a sorpresa ai vertici della classifica e, grazie a un movimento così sottile, cominciò a produrre modelli, maschili prima e poi anche da donna, che ebbero molto successo.

Ma l’exploit avvenne, appunto, nel 1960. Il mercato dell’epoca richiedeva la carica automatica, obiettivo complesso da realizzare per un extra-piatto in cui il movimento non doveva superare i 4/5 mm di altezza. Il nuovo calibro sbalordì il settore e con il suo spessore di 2,3 mm stabilì un record che restò imbattuto per quasi 20 anni, sancendo definitivamente il primato della Piaget. Il segreto del 12P era nella disposizione del rotore di carica, che anziché essere sovrapposto al movimento operava al suo interno, ovvero, in una sorta di nicchia ricavata tra pignoni e ruotismi così da non aumentarne l’altezza. È la stessa struttura del nuovo calibro1208P: leggermente più alto dell’antenato perché dotato di una funzione in più (i piccoli secondi tra le ore 4 e 5), il movimento ha il rotore in oro massiccio a 22 carati, un’autonomia di carica di 40 ore e risulta il più piatto oggi disponibile. Viene montato sull’Altiplano, un orologio classico, molto elegante e super extra-piatto, avendo uno spessore totale (considerando anche il vetro) di soli 5,25 mm. Anche il nuovo Altiplano, d’altronde, ha stabilito un record: con un diametro di 43 mm, la cassa in oro rosa (€19.500) o bianco (€20.500) e il fondello trasparente che lascia visibile il movimento, oggi è infatti l’orologio più sottile della sua categoria.