speakeasy Annalisa Testa

The Bar, Venice


Gin sartoriale, una decina di Martini e una drink list dedicata a Lord Byron. Ecco dove bere a Venezia (non solo) durante la Mostra del Cinema.

Tempo di Venezia. Per il Festival del Cinema, per la Biennale di Arte e Architettura o, semplicemente, perché è il periodo dell’anno più bello per vistarla. Ed eccomi qui, a provare, in anteprima, qualcosa di davvero speciale. Il nuovo The Bar dell’Aman Venice.

Palazzo Papadopoli, Primo Piano Nobile, sei del pomeriggio. Dalle finestre affacciate su Canal Grande entra una luce tiepida che illumina la selezione di gin sulla bottigliera a specchio. Dietro al bancone, Andrea Ferrara. Elegante nei movimenti, educato nelle maniere. Non faccio in tempo a sedermi che mi colpisce al cuore. «Posso avere l’onore di distillare un gin su misura, secondo le sue preferenze, che poi utilizzeremo per uno dei suoi cocktail?». Cosa potrei mai rispondere? Ma certo! Seleziono un London Dry (fra i trenta gin messi in bella mostra sulla bottigliera) e i botanicals che preferisco, zenzero, scorze di lime e pompelmo, pepe nero e bacche di ginepro. E mentre il distillatore sobbolle, ecco il menù. La drink list è dedicata all’anima di Lord Byron, poeta testardo, insolente e passionale. A lui, non a caso, sono ispirati i drink Heady, preparato con tequila al cetriolo, succo di pomodoro, chili e spezie, e Insolent un sour fatto con Patrón Añejo, sciroppo di gelsomino, succo di limone e albume. Oppure Passionate, una la miscela di Jinzu Gin, liquore al lychee e sciroppo di rosa o Fervent, Ron Millionario 15Y Solera, succo di lime, sciroppo di zucchero, bitter Emakuele Tiki e affumicatura al rosmarino che ordino e sorseggio accompagnandolo ad un “cicchetto” veneziano (consiglio le chips di polenta con baccalà e il salmone marinato all’aneto).

E poi ecco pronto il mio gin, secco, profumato, leggermente agrumato. Mi viene servito in un baloon con un cubo di ghiaccio con inciso a caldo il logo di Aman e una bottiglietta tonica J.Gasco. Lo sorseggio guardando i gondolieri che si affaticano su Canal Grande mentre un paio di celebrity mi passano davanti (con Champagne Cocktail alla mano) dirette al ristorante capitanato dallo chef Andrea Torre con un menù relaizzato con la consulenza di Davide Oldani. Anche io ho avuto il piacere di provare un paio di piatti dello chef (crudo di orata con erba minuta e merluzzo nero con salsa verde e ostriche ) prima di concludere la mia serata con un ultimo drink. Un Martini. Uno dei dieci Martini che ci sono in lista. Scelta ardua anche se sono una purista della ricetta più classica. Così tra un Passion Martini, vodka Absolut alla vaniglia, liquore al passion fruit e passion fruit fresco, un Espresso Martini, vodka, liquore al caffè, caffè espresso e sciroppo di zucchero, scelgo un Vesper Martini preparato con Hendrick’s gin, vodka e Lillet Blanc. E buonanotte Venezia.