speakeasy Annalisa Testa

El Paradiso Bracelona


Pastrami sandwich e mixology da World Class. A Barcellona un nuovo indirizzo da segnare sulla mappa.

A Barcellona per il mio compleanno. Solo due giorni, ma abbastanza per scoprire alcune cose davvero interessanti della ciudad tra storici cocktail bar (un giorno vi racconto del Boadas) e nuove aperture un po’, come dire, nascoste.

Cuore del Barrio El Born, Carrer de Rera Palau, per l’esattezza. Dietro ad un minuscolo Pastrami Bar con quattro sgabelli in legno, un bancone con piastrelle bianche e un fornelletto che serve a scaldare il pastrami (carne affumicata, speziata, tagliata a fettine e infilata in due fette di pane di segale con cetriolini e senape) e la porta di una cella frigorifera che cela, invece, l’ingresso di un bar clandestino, uno speakeasy. Letteralmente, pane per i miei denti.

Si chiama Paradiso. Sui muri una carta da parati verde brillante che ricorda certe vegetazioni delle foreste tropicali. Il soffitto, come le assi di legno che disegnano lo scheletro di una nave pronta a salpare verso nuovi mondi. Il menù, un libro che raccoglie le decine di specie di uccelli del Paradiso. «Il nome del cocktail bar è un omaggio alla gelateria della mia famiglia, in Italia. Luogo in cui fin da piccolo ho sperimentato la meraviglia dei sapori e delle loro combinazioni». Dietro al bancone, Giacomo Giannotti, vincitore di World Class Spain 2014, mi racconta com’è nato questo posto. Una “coctelería gastronomica” in cui gli ingredienti coinvolti nella mixology sono trattati artigianalmente come il più prezioso prodotto culinario.

Primo giro. Scegliamo dalla lista dei cocktail “De temporada”, preparati con i prodotti di stagione comprati direttamente dal mercato di Santa Maria. Ecco che arrivano così un Fragrance Martini, vodka infusa con scorze di limone, liquore di arancia, bergamotto e sciroppo di vaiglia. Profumato, morbido, elegante. E un Tea Away preparato con N°3 London Dry gin, bergamotto, sciroppo di Eral Grey Tea, bitter alla camomilla e top di soda versato poi un un bicchierone da take away. In ufficio potrei provare a spacciarlo per il tè delle cinque.

Secondo giro di cocktail. Uno arriva dalla lista dei “Los clasicos del Paraiso”, i signature di Giacomo. Ecco il mio Punch in a bottle, un cocktail che rispetta perfettamente le regole del punch: una parte alcolica, una parte citrica, una dolce e una morbida. Nello shaker, in sequenza, Tequila Don Julio Blanco con infusione di coriandolo, mezcal, sherry, sciroppo di agave e salsa di jalapenos. Una bomba piccante. Il mio preferito. Poi arriva Le Peruvien, un’opera d’arte tra forma e colore che mescola Pisco, Pastis, purea di mango, limone, sciroppo di zucchero, bitter al sedano e bianco d’uovo in un twist del pisco sour versato poi in un bicchiere a forma di pappagallo.
 
E infine ecco il drink per brindare al mio compleanno. Il Mediterranean Treasure: Ketle One vodka, sherry infuso con foglie d’ostrica, liquore di sambuco, sciroppo d’agave e coriandolo servito in una conchiglia marina nascosta in un forziere del tesoro (è il cocktail che ha portato Giacomo alla finale della World Class 2014). Un’ esplosione di contrasti che ho sorseggiato tra un morso e l’altro del miglior pastrami mai mangiato prima.