speakeasy Annalisa Testa

I Tigli in Theoria


Nel centro storico di Como, una cocktail list che rievoca Sensazioni, Ricordi ed Emozioni.

Stasera gioco in casa. Anzi. Forse sarebbe meglio dire: stasera bevo in casa. Non in casa mia, ovviamente. Intendo nella mia città, Como.

La distanza che devo colmare tra il portone di casa e il bancone del mio nuovo favourite place to have a drink è di circa sessantadue pedalate (le ho contate). Da Piazza Volta attraverso Piazza Cavour, un rapido sguardo al lago e in pochi secondi sono all’ingresso del Palazzetto del Vescovo, un edificio storico del patrimonio edilizio comasco che ospita i Tigli in Theoria, ristorante con una Stella Michelin (appena riconfermata), merito dello chef Franco Caffara e del suo menù di alta cucina contemporanea, e un cocktail lounge raffinato dove mi accomoderò spesso nelle fredde serate invernali.

Da fuori quello che colpisce è il cortile che in estate brilla di fiori colorati e in inverno di luci natalizie. Elegante, sa di luogo esclusivo. Il cocktail bar si trova al piano di sopra. Un lungo bancone retro illuminato, non più di sei sgabelli o sette, un vecchio camino illuminato da decine di candele e una doppia bottigliera da studiare.

La drink list, un susseguirsi di Ricordi, Emozioni, Sensazioni. Non voglio fare la romantica. Sono i tre temi in cui si sviluppa la mixology del bartender Gabriele Contatore che raggruppa quindici cocktail (più tre dedicati agli astemi). Parto dai “ricordi”. C’è il Mezzo e Mezzo, con un twist di sciroppo di cannella e spuma nera che ti catapulta nei vecchi bar di paese di una volta, e l’Aria di Vendemmia con gin, sciroppo di anice stellato e soda all’uva che al primo sorso rievoca certi paesaggi autunnali sui colli toscani. Fino A spasso nel bosco, un drink base gin infuso al pino, Barolo chinato e una vaporizzata di profumo agli aromi di bosco. Mi segno di assaggiare, la prossima volta, il Pere e Maraschino con Calvados, purea di pere, Maraschino e sciroppo alla cannella, con un profumo che mi ricorda il Natale di quando ero bambina.

Ma le “emozioni” migliori si vivono durante il viaggio. E infatti i drink della lista Emozioni mi fanno fanno volare prima in Giappone, a sorseggiare Umeshu, succo di limone, zucchero e albmina, e poi in Messico a tracannare tequila reposado, Frangelico e sciroppo di pan di zenzero. Fino in Turchia dove assaggio per la prima volta, in tazza, un’infusione di vodka e special jasmine tea e sherbet al lime e Francia che mi riporta alle estati passate in Provenza con una pozione preparata con infusione di rum alla lavanda, bitter al pimento, succo di pompelmo rosa e sciroppo alla cannella.

Le “sensazioni” non deludono, sono tre cocktail che si fondono agli aromi e ai profumi della cucina, preparati con gli ingredienti stagionali che si ritrovano alle sulla carta del ristornate stellato. Il mio preferito è una rivisitazione del Bloody Mary. Si chiama Pappa al pomodoro. Straordinario. La vodka è stata infusa con pepe nero, il piccante è dato da un liquore al peperoncino, la salsa di pomodoro è fresca, il basilico profumatissimo mentre il tocco magico è l’acqua di parmigiano, una riduzione che arriva direttamente dal tavolo dello chef.