speakeasy Annalisa Testa

Ode al Negroni


Una settimana dedicata a Sua Maestà l’Aperitivo. La Negroni Week ha fatto venir voglia di tornare a bere come si deve

Non è il primo anno, in verità. Ma forse l’edizione del 2016 è stata quella in cui l’Italia è stata coinvolta maggiormente con più di duecento adesioni. E ci mancherebbe altro. Visto che il protagonista è un tale Negroni nato dietro al bancone del Cafè Casoni di Firenze per mano di Fosco Scarselli, bartender paziente che intorno al 1920 esaudì la richiesta del Conte Camillo Negroni di variare il Milano-Torino (Campari e Carpano in parti uguali) aggiungendo un altro terzo di gin per dare una scossa al drink (la storia è bellissima e raccontata nei dettagli nel libro Sulle tracce del conte. La vera storia del cocktail Negroni di Luca Picchi).

Comunque. L’evento in questione è naturalmente la Negroni Week. Una sette giorni celebrativa dell’amato drink dalla composizione tripartica (tra l'altro è un'iniziativa benefica) indetto nel 2013 dalla rivista Imbibe. Nel 2014 entrò in ballo anche Campari e la musica divenne rock. Se il primo anno a partecipare furono solo un centinaio di cocktail bar, quest’anno i twist di Negroni serviti sui banconi di mezzo mondo sono stati più di seimila. Ovvio, non li ho assaggiati tutti. Ma la mia curiosità mi ha portato anche oltreoceano a scoprire cosa diavolo ci si può inventare un twist che non sconvolga troppo il sapore sublime e perfetto di sua Maestà il Negroni.

Ecco così che gioco in casa e vado a sedermi (di nuovo) davanti alla maestria di Tommaso Cecca al Trussardi la Scala che son mesi che si sta preparando all’evento. Il suo è infatti un Negroni Ossidato in cui vermouth, gin e Campari sono stati messi in infusione sei settimane con scorze di agrumi, cardamomo e chiodi di garofano in una bull di vetro da sei litri che prima o poi finiranno (anzi, forse sono già andati). Il liquido viene raffreddato e sorseggiato senza l’aggiunta di nient’altro. Profumatissimo, oro liquido per valore e perfezione. Ma Cecca ha in serbo anche un altro twist. Si tratta del Negroni al Rabarbaro, Campari, gin infuso al rabarbaro fresco e succo di rabarbaro naturale con uno zest di arancia (e in foto il Tègroni, un'altra variante servito in teiera).

Da Milano, passando attraverso i social, scopro poi decine di altre ricette. Al Mayahuel nell’East Village neworkese il Negroni diventa, per mano di Phil Ward, uno Stiletta Negroni, preparato con tequila bianca, Carpano Antica Formula e Campari infuso con anice stellata. A San Paolo, in Brasile, si trasforma in un Forquilha Negroni dove in un tumbler con un blocco di ghiaccio viene servita una miscela di Beefeater gin, Campari, Carpano Antica Formula e angostura all’arancia. A San Francisco, dietro il bancone del Beretta, prende il nome di Strange Weaver ed è il risultato di una vigorosa shakerata di rum, gin, Cocchi Torino, succo di limone e orzata versati su una montagna di crushed ice. Mentre al Sotto Cocktail Bar di Los Angeles il Negroni si innamora. Ecco il That’s Amore, uno smoky cocktail preparato con tequila reposado, Campari, Dolin dry vermouth, Carpano Antica Formula e Amaro Braulio. Un tocco di classe Made In Italy.