speakeasy Annalisa Testa

Ready to Drink


Grab ‘n’ go. Quest’estate i cocktail si bevono dalla bottiglia. Preparati a casa o miscelati da guru della mixology

Imbottigliati, etichettati e infilati nel frigorifero (anche quello portatile per un drink with a view sugli scogli in riva al mare). Sono i nuovi cocktail à-porter. I drink preparati al momento, o poco prima, dai guru della mixology di mezzo mondo e versati in bottigliette di vetro pronti da stappare.

Me ne sono innamorata a Londra. Seduta sugli sgabelli in acciaio del cocktail emporium White Lyan in Hoxton Street dove, da un frigorifero-cassaforte, ho prelevato un paio di bottigliette monodose (che si potevano anche infilare in borsa e stappare passeggiando sul Thames). La scelta era tra uno Spotless Martini con gin, distillato di oliva e limone e vermoth dry, da tenere anche in freezer, e un Rainy Day Spritz con acquavite al lampone, vermouth extra dry e liquore al rabarbaro, da servire sotto l’ombrellone aggiungendo un top di Prosecco appena stappato. C’erano poi il Candlelit Manhattan, preparato mescolando il bourbon personale di mr Lyan a un mix di vermouth e bitter (da bere a lume di candela guardando le stelle), il Diamond Rickey, una miscela di gin, lime, liquore alla mandorla e distillato di pompelmo e il Bonfire Old Fashioned: whisky, bitter alla cola e foglie di tè lapsang souchong che gli donano un pizzico di smoky flavor.

Ma il trend dei bottled cocktail non si fermano a Londra, da provare tra l’altro anche quelli del The Craft Cocktail Co. in Bethnal Green. Oltreoceano, a Los Angeles, si trovano nel mini bar delle camere dell’Ace Hotel: gin o vodka Martini, Manhattan, Negroni e Old Fashioned chiusi in bottigliette di design (da portare a casa e replicare). Mentre all’Empellón Taqueria nel West Village di Manhattan si ordina (e si porta via) una delle cinque special maragarita in menù.

Ma la parte più divertente, secondo me, è prepararli a casa, versali (con l'aiuto di un imbuto) in bottigliette sterilizzate con tappo meccanico e infilarli in frigorifero. Un paio di ricette? Quello in foto è un Apricot Gin Ricky: tanqueray10, Apricot Brandy, lime spremuto, un cucchiaino di zucchero liquido, una bella shakerata e via. Da portate in spiaggia, ghiacciato, il Pinapple Daiquiri. Rum infuso all'ananas e cocco (basta tostare il coccco in padella e lasciarlo in infusione nel rum bianco per un mese insieme alle fette d'ananas fresco leggermete pressate), lime e zucchero. Oppure, per un after dinner, un Reverse Manhattan dove le dosi di Vermout rosso e rye whisky sono invertite. Mescolare nel mixing glass quindi 60 ml di vermouth e 30 di rye whisky, aggiungere due dash di Angostura, raffreddare e imbottigliare.