speakeasy Annalisa Testa

The Donovan Bloody


L’hotel più vecchio di Londra. Un giallo di Agatha Christie in borsa. Al bancone del The Donovan Bar non potevo che bere un Bloody Mary.

A Londra, la mia passione per i bar storici dei Grand Hotel trova il suo massimo appagamento. Soprattutto se scopri che l’albergo in cui passerai due notti, il Brown’s Hotel in Mayfair, ha compiuto da poco 175 anni e che da qui son passati presidenti e ministri, reali e scrittori. Chissà cosa ne han viste dietro a quel bancone. Forse è il caso di fare un salto giù, al The Donovan Bar.

È piccolino, come fosse uno speakeasy. Si accede passando dalla tea room con le boiserie più antiche di Londra. Luci soffuse. Tavolini squadrati. Un bancone con sette sgabelli e un rosone dedicato a St.George, originale, che illumina la bottigliera. Alle pareti una cinquantina di scatti in bianco e nero. «Si possono comprare». Mi spiega il bar manager Giovanni Cassino. «Sono di Terence Donovan, fotografo inglese della Swinging London». Il bar è dedicato al lui. Così come uno dei best cocktail nel menù. Si chiama The Photographer. Vodka alla marmellata, Cointreau, fragole e mirtilli freschi, sciroppo di lamponi, succo di mando e 3 gocce di Donovan Bitter preparato dal bartender in persona. Il tutto è shakerato e versato nell'obiettivo di una macchina fotografica. Con tanto di rullino decorativo. Decisamente da fotografare.

Il cocktail menu realizzato da Cassino dopo un anno di studi e ricerche si ispira agli hotel della catena Rocco Forte. Da Londra a San Pietroburgo, fino a Berlino, Edimburgo e Firenze. Il top, mi dicono, è il Donovan Martini, creato dal bartender Martin Šiška durante la Diageo World Class Cocktail Competition del 2010. Oltre al classico Tanqueray 10 Gin ha una purea di ananas, qualche goccia di Kummel (un liquore al cumino) e di Cordiale all’ortica. Sono le cinque del pomeriggio. Mi sembra un po’ presto. Opto per un Bloody Mary. Spicy, please. È tra i Donovan’s Best. Babička Vodka, succo di pomodoro preparato dal bartender con spezie e “ingredienti segreti” e decorazioni di frutta e verdura. Buono. Ha il colore del sangue. Ed è un attimo che ti lasci trasportare nella trama del giallo di Agatha Christie: Miss Marple al Bertram Hotel. Che tra l’altro ha scritto qui.