R.P.M.
di Paolo Sormani

Motori a 33 giri e 1/3


Ci avete mai fatto caso? La velocità di rotazione dei dischi di vinile si misura in RPM, come per i motori di auto e moto. Non può essere un caso e naturalmente non lo è.

La Miura rossa della Corgi Toys freme. Indecisa se scalare quella morbida collina emisferica, o condividerne la perfezione delle forme. È una copertina di culto quella della 18a Raccolta Durium di Fausto Papetti, il sax più ruffiano degli anni Settanta. Il complemento d’arredo obbligato per l’impianto stereo Brionvega RR226, star di ogni scannatoio vintage che si rispetti. Oltre al cronografo da polso, il disco di vinile è l’altro oggetto analogico rotondo di quegli anni che più ha in comune con le auto e le moto. Nero come una gomma, con i motori condivide la velocità di rotazione espressa in RPM, revolutions per minute, che non a caso è anche il titolo di questo blog. Quindi 33 e 1/3 o 45 giri al minuto, con l’antico formato intermedio del 78 giri grande come la ruota delle vecchie Vespe.

Collezionare dischi in vinile continua a essere uno dei miei sommi cazzeggi: non esiste niente di più inutile, a parte una moto o un’auto classica, ma proprio per questo come si fa resistere? Ecco perché, come da tradizione, i weekend centrali di febbraio me li sono bruciati al Parco Esposizioni di Novegro per spararmi in successione il Vinile Expo e la Mostrascambio di auto, moto e cicli d’epoca. La quadratura del cerchio per chi ama sia i dischi, sia i motori. Per dire: ho un album, The Superior Sound of Classic Racing Bikes, che è una compilation di scarichi aperti alternati alle interviste ai campioni del passato.

Neurodeliri a parte, dovete sapere che esiste un filone collezionistico specializzato in album e singoli con le auto e le motociclette in copertina. Nella battuta di caccia al vinile organizzata a Los Angeles lo scorso novembre (sfruttando una missione per Icon, grazie Direttore), mi sono accorto che i negozi di dischi più seri hanno il loro bravo reparto automotive. E qualcosa del genere ho visto da un paio di venditori esteri del Vinile Expo. Le quotazioni? Si va da pochi euro a qualche decina: come sempre non c’entra il musicista o il valore artistico, il prezzo è dettato dalla sua rarità e dallo stato di conservazione. Esattamente come per le due e quattro ruote, è un mondo tutto da esplorare. La buona notizia è che finora non ci sono cascato. La cattiva è che a Novegro ci sono andato proprio per questo.