R.P.M.
di Paolo Sormani

La leggenda a fumetti


L’emozione di tornare all’età dell’oro, con la storia disegnata di Eugenio Castellotti

“I miei non mi comprano i fumetti, dicono che sono rubasoldi”. Le parole del mio amico Enrico, con i suoi occhi blu sinceri e un po' tristi sotto i capelli a caschetto anni 70, mi lasciarono in preda al rimorso. Pensai all'economia domestica della mia famiglia messa in ginocchio dal vizio. Alla mia cameretta di ragazzino praticamente foderata di albi a fumetti – non si chiamavano ancora comics – di ogni genere e autore, da Tex Willer all'universo Marvel, Alan Ford, Buck Danny e il Corriere dei Ragazzi, il Sgt. Kirk di Pratt... Divoravo tutto. Michel Vaillant non ancora. Quello l'avrei scoperto più avanti, nei primi viaggi in Francia. Una rivelazione: il tratto chiaro dei fuoriclasse delle bandes dessinées applicato alla descrizione minuziosa e accurata di auto, moto e corse dell'età dell'oro. Le storie, così così, ma a quell'età vale tutto.

Invece una gran bella storia da raccontare a fumetti è quella di Eugenio Castellotti, il pilota della "Ferrari Primavera" scomparso a Modena nel 1957. Se n'è occupato Alessandro Colonna, disegnatore per passione e lodigiano come lui, in “Castellotti – La leggenda è oltre il traguardo”. Un libriccino a fumetti che sarebbe piaciuto a Jean Graton, il papà di Vaillant. Quella di Castellotti fu una vita d'altri tempi, di corse d'altri tempi. Un rampollo della provincia brillante e spaccone il giusto, amante dei bei vestiti e delle belle donne, con la competizione e le auto rosse fisse in testa. Irruente, aggressivo, una giovane leggenda spentasi proprio quando cominciò a brillare. Uno capace di vincere una Mille Miglia impossibile su una Ferrari scomoda e intrattabile come la 290MM, senza navigatore.

Castellotti morì da star davanti alle sue star, Enzo Ferrari e la fidanzata Delia Scala, mentre cercava di tirare giù di un secondo il record dell'autodromo di Modena fissato dalla Maserati. Il personaggio è stato tratteggiato nei dettagli da Luca Delli Carri nell'imprescindibile “Gli Indisciplinati”, ristampato di recente, e abbozzato dal documentario “Ferrari – Un mito immortale” di Daryl Goodrich. Ritrovarlo nelle tavole di Colonna, che aveva già raccontato la storia a balloon del recordman dell'aria Francesco Agello, mi ha procurato un'emozione speciale. Un tuffo non tanto in un'epoca, gli anni Cinquanta, che non ho mai conosciuto. Quanto nel ricordo delle lunghe ore passate con i gomiti piantati nella moquette. Quando sparare e volare, correre e lanciare ragnatele coloravano l'immaginazione di una vita ancora tutta da disegnare.

(“Castellotti – La leggenda è oltre il traguardo” ruberà solo 10 euro dei vostri soldi ed è in vendita in libreria e sul sito web Camseugeniocastellotti.com)