R.P.M.
di Paolo Sormani

Come sta il “su misura” all’italiana


Il Motor Bike Expo è sempre un’ottima occasione per tracciare l’identikit della scena custom

"Allora com'è stato, moto fighe ce n'erano?". Come l'alba succede alla notte, così i tre giorni che seguono il Motor Bike Expo di Verona li trascorro rispondendo a questa domanda. Non mi stanca, perché aiuta a riassumere il molto che ho visto, a perdere un po’ di tempo con gli amici. E soprattutto a tracciare lo stato del “su misura” italiano, come si ama dire in tempi di officine sartoriali, sartorie meccaniche, atelier della moto e altri abomini.

Il Motor Bike Expo è uno degli eventi custom di maggior spessore in Europa. In fiera a Verona orientarsi è facile: i tre padiglioni a destra sono dedicati al custom classico di matrice americana fatto di chopper, bobber, bagger, lowrider. Quello di sinistra è la casa di cafe racer, scrambler, naked, roadster. In tutto questo, la scena italiana gioca in Champions League da diversi anni per qualità, stile e ispirazione. Come gli chef stellati, anche i nostri meccanici riescono a dare quel tocco speciale che altri non hanno, neppure negli States. Quindi, moto fighe ce n’erano?

“Guardando alla qualità, penso che almeno quattro o cinque officine italiane potrebbero partecipare e portarsi a casa un premio dal Mooneyes Show di Yokohama”, è stato il parere di Michael Lichter, il miglior fotografo biker della sua generazione e grande conoscitore del custom planetario. Sono d’accordo con lui, anche se le moto vincitrici dei tanti - troppi e inutili - bike show erano quasi tutte esposte nei padiglioni custom, che gode di ottima salute. Invece quelle con le pedane più arretrate avevano il fiato un po' corto, salvo un paio di eccezioni da piccolo costruttore. Non ne ho trovata una per cui mettere all’asta la verginità su eBay. L’impressione è che quest’anno siano mancati i big spender tipici del mondo custom. E che un po’ tutti stiano scrutando l’orizzonte per avvistare la prossima ispirazione, o almeno una nuova moda da surfare.

Succede. Nel comportamento sinusoidale delle tendenze, ho l’impressione che il fenomeno della personalizzazione delle moto stradali stia per imboccare la discesa temporanea. Proprio mentre persino le Case che poco (Honda) o nulla (Husqvarna) c’entrano con la customizzazione propongono modelli di serie stilizzati e futuribili. Factory special da Motor Bike Expo del 2028. Addirittura c'è chi parla di costituire un'associazione per il salvataggio e il restauro delle BMW ad aria dal custom criminale. Di buono c’è che anche nelle concessionarie il “su misura” è destinato a restare un fattore ineludibile per attrarre i motociclisti, come già l’estetica, la dotazione di serie, il rapporto peso/potenza. E questa è una gran bella conquista.