R.P.M. Paolo Sormani

La patente? Roba da vecchi


A mio figlio guidare non interessa proprio. E come lui la pensa una bella fetta di post millennials

Beh, a Natale se vuoi ti regalo la patente. “Nah, non m’interessa”. Neanche la A2, quella della moto? Così ti porti avanti con la teoria. “No papà, te l’ho già detto mille volte. Preferirei il telefonino nuovo, il mio ha lo schermo rotto da eoni”. Natale in casa Sormani non sarà troppo diverso dal precedente, né da quello di molte altre famiglie con l’erede alla soglia della maggiore età. Cioè un esemplare di post millennial della Generazione Z, meglio nota anche come iGen, se non fosse che il nome sembra indicare più la periferica di ricarica di un telefonino. E forse è proprio così, a pensarci bene.

“Papà, non ci tengo”. Quindi va così e – per ora – mi arrendo all’evidenza: il ragazzo non trova alcun interesse nella mobilità individuale su motore. Va detto che lo sdegnoso vive in un’area ad alto tasso di urbanizzazione e ben servita sia dai mezzi pubblici, sia dall'ADSL. Se abitasse, poniamo, sull’Appennino avrebbe sicuramente tutt’altro approccio. A quanto pare però è in buona compagnia. Uno studio americano sugli iGen rivela che un diciottenne su quattro non ha la patente e manco la vuole. Per comprendere meglio il dato bisogna sapere che nel 1980 il 90% dei baby boomers degli anni Sessanta guidava regolarmente e che la curva percentuale si è inabissata subito dopo il 2007. Esatto: l’anno in cui è stato presentato il primo iPhone.

Dice il sociologo che gli iGen si sentono più a loro agio in camera loro, che in una macchina o a una festa. Sono anche più consapevoli rispetto al passato: hanno meno probabilità di schiantarsi per guida pericolosa o sotto l’effetto dell’alcool rispetto (ehm) ai loro padri. Invece la ricerca dell’indipendenza è meno forte e, al contrario, viaggiano molto più volentieri smaterializzandosi con la tecnologia digitale. Non è una novità, ma quando ci picchi il naso la senti, specie se appartieni alla generazione per cui la patente è stata un biglietto di sola andata per la libertà. Era la macchina, la nostra cameretta mobile. Ci si faceva di tutto. Proprio di tutto. Anche qui il sociologo ha la spiegazione pronta: gli iGen hanno una minore frequentazione sentimentale, più che altro si corteggiano in chat. E nemmeno per questo serve la patente.