R.P.M.
di Paolo Sormani

Il totem dei cretini


È spuntato un bancomat arancione che rileva e multa se un’auto passa a 31 kmh. Ma come si misura (e si sanziona) chi l’ha piazzato sul rettilineo di una strada trafficata?

Quest’estate ho conosciuto persone intelligenti che hanno reso speciali i luoghi che ho visitato. Al punto da chiedermi, a parti invertite, cosa potrei mostrare loro del paese dove vivo. Che c’è di così speciale e di caratteristico in un agglomerato di case, casette e capannoni in Lombardia? L’isola ecologica per la raccolta differenziata, il bar cinese, la pizzeria egiziana? Magicamente è stata l’amministrazione comunale a illuminarmi. Installando non un lampione, ma un parallelepipedo arancione con il logo del vigile urbano e il numero 30 cerchiato di rosso. È da un po’ che le postazioni autovelox spuntano con la stessa facilità ed efficacia dei bancomat. Perché questo sono. Specie se impongono un limite di 30 chilometri orari sulla strada principale del paese. Un rettilineo lungo un chilometro separato da una serie di installazioni spartitraffico, interrotto da una rotonda e un semaforo. Senza una storia di incidenti alle spalle e senza la presenza di scuole, ospedali o edifici pubblici che lo giustifichino.

La sicurezza, certo. Cosa non si fa per la sicurezza oggi? Per questo avrebbero voluto aggiungerci i dossi artificiali - e probabilmente anche una chicane - ma non hanno potuto. Codice della Strada alla mano, “possono essere posti in opera solo su strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residences (…) ne è vietato l'impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento”. Quindi non sulla strada principale. Il segnalatore della velocità costituiva già un dissuasore psicologico che faceva alzare il piede dall’acceleratore, o ruotare all’indietro la manopola del gas. Volete aggiungere l’autovelox? Sì, ma non a 30 orari. È un limite da prima marcia, superato anche dai ciclisti che si divertono a farlo. Sempre Codice alla mano, ora chiunque transita nell’arteria principale del paese a una velocità rilevata tra i 46 e i 50 chilometri orari può essere multato di 169 euro (riducibile a 118), con decurtazione di 3 punti dalla patente di guida. Ridicolo, se ci fosse da ridere.

Non c’è dubbio, è un totem. Il totem dei cretini: perché solo un autentico cretino, o un pubblico amministratore in malafede e con problemi di cassa può installare un autovelox a 30 kmh su un rettilineo lungo, largo e già attrezzato. E cretini sono gli utenti locali della strada, o almeno così li considera una giunta che li ritiene incapaci di rispettare un limite segnalato e sanzionato a 50 orari. Forse ha ragione: in fondo l’hanno eletta loro. Ma questo bancomat arancione è anche il totem di un atteggiamento vessatorio nei confronti di automobilisti e motociclisti che deve avere - anche questo - un limite.