R.P.M.
di Paolo Sormani

L’ora di Alvaro


Alvaro Cecotti si allena per battere il record del mondo dell’ora su pista. Niente di strano, se non fosse che ha 81 anni.

C’è un’espressione coniata da Winston Churchill, the finest hour, utilizzata per descrivere l’ora migliore, la più decisiva e significativa. Quella che lascia il segno più su una vita intera. Mentre si celebra la maglia rosa di “Beautiful” Tom Domoulin, il primo olandese a vincere il Giro d’Italia, mi ha colpito una storia di ciclismo con meno glamour mediatico, ma che tocca corde profonde. Quella di Alvaro Cecotti è una sfida che sa d’impresa. Come gli esami, però, le sfide con se stessi finiscono mai se si ha l’energia e la grinta per sostenerle. Anche a 81 anni: quelli di Alvaro, che si è messo in testa di battere il record mondiale dell’ora su pista. In questi giorni si sta allenando con i colori e il supporto di una società ciclistica lombarda di quelle piccole ma sane, la S.C.O. Società Ciclistica Oratorio Cavenago. Il suo presidente si chiama come De Zan, è un avido fruitore di letteratura, di jazz e di blues ed è rimasto lo stesso ragazzo che amava i Beatles e I Rolling Stones che la fondò esattamente 50 anni fa.

Si vede che l’inseguimento del sogno è nel destino di questa ciclistica che ogni anno scopre nuovi talenti. Alvaro l’ha scelta per il suo. Classe 1936, milanese di origine friulana, dopo una vita interamente consacrata al lavoro e alla famiglia (suo figlio Alberto è un noto tester e istruttore di motociclismo), Alvaro si ritrova improvvisamente ad avere molto tempo libero e riprende le sue passioni giovanili a ruote. Una fra tutte il ciclismo, uno sport di fondo che richiede attività costante, metodo e incrollabile fiducia nei propri mezzi. Scopre che il suo gusto per la sfida e l’energia sono ancora integri. Gira su strada con compagni di pedale molto più giovani, finché spiega loro la sua idea. La accolgono con scetticismo. Di più: con un sentimento di fastidio misto a invidia.

La rincorsa al record stava girando a vuoto, finché Alvaro incontra Matteo Freguglia, altra bella storia di direttore sportivo passato direttamente dalla fabbrica in crisi alla consulenza atletica a tempo pieno per i corridori dell’UCI World Tour. Sotto la sua guida esperta e con la collaborazione di un pool di professionisti, Alvaro si sta allenando al Velodromo di Montichiari dove il 17 giugno tenterà di battere il record mondiale Best Hour Performance 80-84 anni che oggi appartiene al francese Paul Martinez. Una distanza proibitiva: servono quasi 39 chilometri. Alvaro li chiederà alle sue gambe già sapendo che, comunque andrà, la sua finest hour durerà molto di più: “Non vedo l’ora di compiere 85 anni per stabilire il record successivo, che è ancora vacante”. Patetico? Provateci.