R.P.M. Paolo Sormani

Eccleston fai schifo


Non siamo morti democristiani e non moriremo ecclestoniani: dopo 40 anni di potere il Grande Vecchio della Formula 1 è stato pensionato a forza. E adesso?

"Eccleston fai schifo". Lo striscione, scritto così, è uno dei ricordi sfocati che conservo di un Gran premio a Imola, credo del 1981. Fu tormentato da un braccio di ferro tra la FOCA, la Federazione dei costruttori, e la Rai sul prezzo dei diritti televisivi. Lo scontro fu così aspro che - inconcepibile per allora - il GP rischiò di non essere trasmesso in diretta. Già quarant'anni fa, Bernard Charles "Bernie" Ecclestone faceva il bello e il cattivo tempo nella Formula 1. Non era ancora il Grande Vecchio, almeno sotto il profilo anagrafico, ma di questo sport è stato un'eminenza grigia. Una specie di Andreotti: nessuno poteva dire se gli sarebbe sopravvissuto, tanto a lungo ha esercitato il suo potere. Finché il 23 gennaio è arrivata la notizia che friggeva già da qualche tempo: a 86 anni, Ecclestone è stato sostituito da Chase Charey a capo del Formula One Group. La carica onoraria di amministratore delegato emerito non deve ingannare: per la prima volta da tanto tempo, quest'anno la F1 parte senza Eccleston. La domanda è: ci mancherà?

Non credo che il suo accantonamento renderà la Formula 1 più appassionante o meno soporifera, né ho nostalgia di Andreotti. Piaccia o meno, della F1 Ecclestone è stato un personaggio emblematico. Come Chapman, come Ferrari. Ma dove lo trovi uno zingaro così, che tira i fili dello sport più ricco del mondo con i capelli a metà fra un Andy Warhol e un cane pastore bergamasco? Chi altri potrebbe vantare la collaborazione e l'amicizia di un impresentabile come Max Mosley, l'avvocato figlio del famigerato capo delle Camicie brune inglesi Oswald, noto per le sue simpatie naziste e al centro di un grottesco scandalo sessuale nel 2008? "Penso che come Primo ministro farebbe un lavoro super. Non credo che il suo background sarebbe un problema", aveva detto di lui.

Nella sua biografia "No Angel" è riportato che nel 1979, al GP di Argentina, Colin Chapman offrì mille dollari a Mario Andretti per spingerlo nella piscina dell'hotel di Buenos Aires. Andretti non se la sentì e lo confessò allo stesso Eccleston, che replicò: "Dammi la metà di quei soldi e puoi farlo". No, sul serio, la Formula 1 dove lo trova un altro così?