R.P.M.
di Paolo Sormani

Signora mia, che prezzi!


Le aste di auto e moto classiche sono spettacolari, ma gonfiando i prezzi tagliano fuori dalla bellezza i comuni mortali.

Siete mai stati a un'asta di auto e moto d'epoca? È uno spettacolo. Ci trovi certe gemme rare, difficili da vedere giro. Se fanno passerella, di solito è per uscire da una collezione ed entrare in un'altra. Magari in un continente diverso. L'altro weekend sono stato a "Duemila Ruote" organizzata da Sotheby's RM in uno dei padiglioni di Milano Auto Classica. La polpa dell'asta era costituita dal fallimento Nes/Compiano, un'interessante storia di collezionismo patologico con risvolti criminali. Di "Duemila Ruote" troverete un report sul prossimo numero di Icon. C'erano numeri e qualche auto da Concorso d'Eleganza: più di 800 lotti battuti, cinquemila astanti iscritti, qualcosa come 51 milioni di euro e moneta incassati. Follia? Non proprio.

Con l'arrivo delle aste, il mercato delle auto e moto classiche si è saldato a quello del lusso una volta per tutte. Ne ha mutuato i meccanismi oligarchici che tendono a concentrare i mezzi di maggior pregio nelle mani di pochi, ricchissimi collezionisti. In fondo un'asta è sicuramente il modo più sicuro di pagare in eccesso rispetto al valore plausibile di un mezzo. "Entro stasera bisognerà ritoccare al rialzo tutti i listini", commentava una vecchia volpe. Il problema delle quotazioni fuori controllo e delle bolle speculative colpisce soprattutto te e me. Gli appassionati ordinari che sognano non dico il mitico barn find, il ritrovamento nel fienile della polverosa vetustà, ma almeno di realizzare un sogno a un prezzo decente.

Ferrari e supercar a parte, abbiamo visto gonfiarsi i prezzi delle Porsche e di auto di relativo pregio costruttivo come le muscle car americane a livelli fiction. Se prevalesse l'abitudine di adeguare le quotazioni ai prezzi finali delle aste, come si potrebbe pagare una Moto Guzzi 750 S quasi 18mila euro? E vai a spiegare a un appassionato di Maggiolini come ha fatto un cabrio in condizioni da "Affari a quattro ruote" a lievitare da cento a 12mila euro nel giro di un minuto. Le aste sono come i duelli: le armi non sparano da sole. Fanno il loro lavoro, che è quello di far incontrare la domanda e l'offerta grassando sul valore finale. E poi Sotheby's ha appena aggiudicato una Ferrari LaCoupe per sette milioni di dollari, che il Cavallino darà ai terremotati.

Quello che può fare un appassionato è tenere la testa sul collo e continuare a rispondere "tienitelo nel caveau" al fenomeno che ci sta provando. La passione è come l'acqua: se trova un ostacolo, scorre da un'altra parte.