R.P.M.
di Paolo Sormani

Ritorno al british racing green


Si cresce, si cambia. Finché a primavera ho riesumato la mia Speed Triple cafe racer, dopo sei anni di letargo

Séb Lorentz, in arte Lucky Cat Carage, ha dato una zampata a Milano per partecipare al party di The Reunion. Il prossimo maggio porterà i Sultans of Sprint all'Autodromo di Monza ed è una grande notizia, perché daranno una botta tremenda di spettacolarità alla sprint race e sono garanzia di delirio anche a pista chiusa. Di questo però vi racconterò più avanti. Abbiamo più o meno la stessa età e chiacchierando dei nostri anni più pericolosi, sono saltate fuori le storie della sua Suzuki GSX-R kittata Yoshimura. Ce l'ha ancora in un angolo del suo piccolo capannone, ma non la guida più: "Appartiene a un altro Séb. It's a blast from the past, un lampo dal passato". Uomini diversi guidano moto diverse. Succede a molti motociclisti, perché si cambia. Si cresce, pur cercando di conservare una riserva di adolescenza in fondo al serbatoio.

Una cosa del genere mi è capitata quest'anno con la Speed3ple, la mia Triumph T509 che avevo caferacerizzato nel 2000. Era un progetto aperto per la rivista Cafe Racer dove poi finì pubblicata. La comprai già con il telaio lucidato e i cerchi cromati. Con la benedizione del direttore Nando Restelli e il lavoro radicale di RM Racing, la dotai di avantreno Yamaha R1, un codino monoscocca di Kompo-Tech, comandi arretrati, uno scarico 3 in 1 in 2 da arresto sul posto replicato dalla Benelli di Renzo Pasolini, la verniciatura del divino Filippini e altre cosette simpatiche.

In pratica, trasformai una bella naked in una cafe racer rigida, molesta e più scomoda. La trovavo - e la trovo - molto sexy, eppure è rimasta sotto il telo per sei anni. Non avevo più voglia di guidarla. Gli amici erano esterrefatti: hai una moto così e la lasci in letargo? Il fatto è che apparteneva a un altro.  A primavera, la grande decisione: l'ho esumata, assicurata e revisionata. Un lampo verde dal passato. Mi ha ricordato chi sono e cosa amo davvero. Anche se probabilmente vanta il rapporto costi fissi/chilometri più vergognoso dell'emisfero boreale, mi ha fatto ritrovare quel po' di me stesso che dormiva da troppo tempo.

Ora l'ho rimessa a nanna, sotto la copertina. Ma non prima di aver puntato la sveglia.