R.P.M.
di Paolo Sormani

Il terremoto calmo


Cosa porta e cosa bisogna portare in moto a Castelluccio di Norcia, Amatrice e nell’Aquilano appena sarĂ  possibile.

"Questo fiorire di post sul terremoto mi dà il voltastomaco. È sufficiente essere stati a Norcia nel 1980 a mangiare il tartufo (...) per sentirsi autorizzati a scaricare sulla tastiera tutta la propria irrefrenabile voglia di porsi al centro dell'attenzione su tragedie altrui. Quelle persone hanno già abbastanza problemi adesso, risparmiate loro almeno le vostre insopportabili manie di protagonismo cammuffate da solidarietà. Non è obbligatorio scrivere sempre qualcosa".

Queste parole le ha sbattute sui social Roberto, un omone di grande cuore che non ha mai avuto il problema di abbandonare la casa dopo aver partecipato al gran ballo della mobilia. Quando saprà che le ho copiaincollate qui, s'incazzerà come il genoano che è la sera dopo il derby. Il fatto è che di scrivere non riesco a fare a meno.

Castelluccio di Norcia, Amatrice, L'Aquila, Campo Imperatore, Santo Stefano di Sessanio, Navelli, Sulmona, Scanno. Sono le tappe di un reportage in moto compiuto nell'estate del 2010 con la fotografa Chiara Mirelli, che scattò la bella immagine di Castelluccio che vedete qui sopra. L'idea: un viaggio dove il telefonino non prende. L'immersione quieta e profonda nello spirito e nella bellezza di quei luoghi si fa ancora sentire a distanza di anni. Come un terremoto calmo, se mi passate l'espressione. Ora so che quel cuneo di Italia così reale, umana e resistente non lo rivedrò più com'era.

Ricostruiranno tutto, prima o poi. Quell'estate del 2010 vidi l'Aquila in ginocchio e la sua gente duramente provata. Eppure se ci passate adesso di sera, vedrete le luci del centro anziché il buco nero di allora. Niente falsa solidarietà quindi. Quello che scrivo, è vero, lo scrivo per me. Per condividere la speranza di riprovare un giorno l'empatia, lo stupore e la dolcezza di quel viaggio. Se andrete da quelle parti, e vi consiglio di farlo appena possibile, lasciatene un po' del vostro. A cellulare spento, che tanto non prende.