Ricette di architettura Massimiliano Zigoi

Packaging da sogno


Tra pochi giorni Christo inaugurerà l’installazione The floating piers sul Lago d’Iseo.

Quando chiedete a qualcuno se conosce l’artista Christo, i più vi risponderanno che è “quello che impacchetta i monumenti”. Al netto della risposta semplicistica, ancorché verosimile, l’artista bulgaro nella sua vita (insieme alla moglie Jeanne-Claude che purtroppo oggi non c'è più) ha segnato edifici, territori, spazi antropizzati e incontaminati con le proprie opere che non si sono arrogate il diritto di aggiungere o togliere nulla all’esistente ma lo hanno esaltato celandolo e rendendolo, in questo modo, ancora più riconoscibile.

Egli compie semplici gesti. Ciò che aveva determinate connotazioni ne assume altre, invitando a riconsiderare il rapporto sintattico tra l'oggetto e il contesto. Ora avremo l’occasione di vedere un suo intervento al Lago d’Iseo, sulle cui acque creerà una serie di netti passaggi, direzionalità visive e percorsi che andranno ad affiancarsi, sovrapporsi, giustapporsi al paesaggio esistente.

La cosa che Christo riesce a fare in modo magnifico è il farci notare ciò che abbiamo davanti, sottraendolo allo sguardo (sembra che attui, al contrario, il meccanismo di Edgar Allan Poe ne La Lettera Rubata), rendendolo elemento nuovo e ripristinando in noi un duplice desiderio: spacchettarlo, come da bambini facevamo con i regali, ma nel contempo lasciarlo integro per preservare il momento.

Molto bene. Io quindi sarò ad Iseo a provare queste sensazioni e credo che, una volta scartato il regalo, non rimarrò deluso.

Fotografie di Elisa Rolfi