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La moda uomo in numeri e foto


Il settore cresce grazie soprattutto all’export fuori dall’Europa. A guidare la domanda soprattutto Hong Kong, Cina e Corea del Sud

di Laura Barsottini

Si è aperta l'85a edizione di Pitti Uomo a Firenze tra tendenze-moda, colori e musica (il leitmotiv di queste giornate) in un momento che, per il settore moda, continua a essere caratterizzato da luci e ombre. Secondo le stime elaborate da SMI su dati Istat, il 2013 della moda maschile italiana dovrebbe chiudersi con un +1% del giro d'affari. Nonostante il perdurare dell'arretramento della domanda interna, l'export nelle aree extra-UE ha consentito al settore di chiudere con il segno positivo: si stima sia cresciuto del 3,7%, spinto soprattutto dalla domanda proveniente da Hong Kong (+14,6%), dalla Cina (+26%) e dalla Corea del Sud (+34,4%).

A confermare la sempre maggiore internazionalizzazione del comparto moda maschile c'è anche il fatto che dei 1.047 marchi presenti in questi giorni a Firenze, il 38% proviene dall'estero riprendendo il trend già confermato durante la scorsa edizione invernale quando i compratori stranieri erano stati il 38,14% del totale. Non a caso anche in questa edizione è stata riproposta e-Pitti.com, la piattaforma multilingue che, a un mese dalla chiusura della manifestazione fiorentina, mette a disposizione di espositori e buyer le tendenze della stagione futura appena viste (in questo caso sarà l'autunno/inverno 2014/15) con oltre 50.000 immagini e mille video. Dopo la chiusura della scorsa edizione, le visite più significative in termini di trend provenivano da India, Cina e Russia.

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