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Zero DSR elettrica: la prova


L’enduro della californiana Zero Motorcycles dimostra che le moto elettriche hanno fatto un salto di categoria e sono pronte per affrontare il piacere puro di guidarle in città e fuori. E con la prossima generazione di batterie dietro l’angolo…

di Paolo Sormani

Okay, da oggi possiamo cominciare a smettere di chiamarle frigoriferi. Frullatori. Aspirapolvere. O qualsiasi dispregiativo utilizzato dai Motociclisti, quelli con la emme maiuscola e solo certezze nel casco, per definire le moto elettriche. La controprova? Un giretto di cinque minuti sulla Zero DSR. Basterà per capire quanto è migliorata la tecnologia di ultima generazione delle moto elettriche. Oltre a lasciare un'espressione di allegra stupidità stampata sulla faccia, dopo averne assaggiato l'accelerazione bruciante, un'esplosione silenziosa di coppia e potenza.

COM'È
Una
moto vera. Con tutte le cosette giuste al posto giusto. La Zero DSR è una dual sport (per gli italiani, enduro stradale) adatta per il fuoristrada e la città. Rispetto alla versione base, la DS, è una versione potenziata che eroga il 56% di coppia (144 Nm) e il 25% di potenza in più, con 67 cv a 4.000 giri. L'elettronica da 660 Ampère del motore elettrico Z-Force lo rende più resistente al calore in caso si scelga di bruciarsi la carica a velocità elevata. La trasmissione finale è a cinghia, pulita e silenziosa. Intorno al bel telaio a doppia trave in alluminio, all'anteriore trovamo la forcella Showa a steli rovesciati da 41 mm con ammortizzatori a cartuccia pluriregolabili, ruota a raggi da 19" con pneumatico tassellato Pirelli MT-60 e freno Bosch a disco flottante con pinza a due pistoncini e ABS. Dietro la ruota è da 17, sempre con Pirelli MT-60 130/80 e freno a disco Bosch da 240 con pinza a pistone singolo.

COME VA
Trattandosi di una moto elettrica, la prima domanda di solito è quanto va. E non ci si riferisce tanto alla velocità massima (158 kmh), ma all'autonomia. Zero Motorcycles dichiara 236 km in città, 113 in autostrada e 153 km a ciclo misto. Non deve stupire che in autostrada consumi di più, perché l'inerzia del freno motore in rilascio e le frenate autoalimentano la batteria. L'intensità dell'erogazione può essere gestita con le modalità di guida Sport (la più divertente, ma anche la più dispensiosa), Eco e Custom, personalizzabile anche attraverso la App dedicata. In questo modo, lo Smartphone diventa uno strumento aggiuntivo. La ricarica è veloce, due-tre ore attraverso un comunissimo cavo da stampante collegato alla presa di casa. La postura in sella (alta 843 mm) è corretta e questo, insieme ai 190 chilogrammi di peso e al manubrio alto e largo, la rende dinamica e maneggevole. La silenziosità è una dote che si apprezza al punto che quando si ritorna alla normalità, il rumore del motore a scoppio dà una punta di fastidio.

COME DOVREBBE ESSERE
La Zero DSR è già un passo avanti
alle altre due ruote elettriche e tanto basta. È una moto che non rimpiazza, ma affianca quella a quattro (o due) tempi già in garage. Aspettiamo la prossima generazione di batterie, che è già alle porte, per un incremento di autonomia a parità di ingombri e prestazioni. Anche se un "pieno" costa appena due euro e mezzo, contro il prezzo di 18.290 euro. La batteria è garantita per cinque anni e 160.000 chilometri, quindi fate i vostri conti. Stare davanti agli altri costa sempre di più, ma volete mettere...