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Vespa Primavera, lo scooter che ha segnato un’epoca


Pronta la nuova versione dello storico modello nato 30 anni fa

di Paolo Matteo Cozzi

Trent’anni dopo il tramonto torna l’agile Primavera, la Vespa amata da un’intera generazione, e oltre: a Eicma 2013 Piaggio rilancia il nome-icona in auge dal Salone di Milano targato 1967, un modello prodotto poi fino al 1982 che ha segnato un’epoca. Primavera accende reclàme dagli slogan (allora) avveniristici ed estati spensierate. Fra i Sessanta e i Settanta sta davanti al liceo in inverno, è 125cc e si guida già a 16 anni, e trascorre l’estate in Romagna, alla Capannina, al Covo e sotto il Muretto di Alassio. “Chi Vespa mangia le mele”, ammiccava la pubblicità del momento, mentre “Chi non Vespa più si fa le pere” ammoniva Vasco Rossi, ricordando la debolezza di una generazione che anziché inforcare una Vespa “e andare in giro per i colli bolognesi”, come avrebbero intonato vent’anni più tardi i Luna Pop alludendo all’altrettanto mitica Special, si autodistruggeva con l’eroina.

Oggi ha motori 50, 125, 150 incastonati nella nuova scocca in acciaio che disegna una linea più filante rispetto quella dell’attuale Lx. Cinquantino a parte, si tratta di motori quattro tempi a iniezione che dovrebbero brillare per i consumi davvero contenuti: si dice che Vespa Primavera sia accreditata di oltre 60 chilometri con un litro, un bel vantaggio oggi che la benzina è un salasso e l’orizzonte non è più da cartolina come nei Sessanta, quando debuttò l’originale.

@paolocozzi