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Il ritorno delle Jaguar XKSS


Ricostruite da zero le nove auto andate distrutte in un incendio nel 1957. Repliche perfette grazie alla tecnologia applicata al metodo classico. Il prezzo? Esoterico

di Paolo Sormani

Una delle immagini più famose di Steve McQueen lo ritrae dall'alto, in occhiali da sole al volante di una delle sue auto sportive più amate: la Jaguar XKSS. La chiamava the Green Rat, perché era verniciata nel classico verde scuro da corsa inglese. Essenzialmente si trattava di una versione stradale della D-Type, ricavata dai telai rimasti nella fabbrica di Browns Lane a Coventry, dopo la decisione di ritirarsi dalle competizioni nel 1956. Non pochi la definiscono una delle più belle spider mai costruite dall'altra parte della Manica. O, in questa storia, dell'Atlantico, visto che le le XKSS furono pensate e destinate al ricco mercato americano.

Quella di McQueen è una delle 16 auto costruite sui telai rimasti, prima che la notte del 12 febbraio 1957 un incendio distruggesse gli altri nove parzialmente completati. Una fine ingloriosa per la sportiva che avrebbe influenzato il design delle Jaguar per il decennio successivo. Per anni i collezionisti e i cultori hanno pianto sulle nove XKSS fantasma, scomparse tra le fiamme di un incendio che nessuno riuscì a spiegare - se non con la famigerata inaffidabilità degli impianti elettrici inglesi. Due erano le possibilità di evocarle dal passato: una seduta spiritica, o la decisione di finire il lavoro replicandole esattamente com'era avvenuto nel 2014 per le sei E-Type Lightweight previste fra il 1963 e il '64 e mai costruite.

In Jaguar hanno fatto quello che in Inghilterra definiscono un labour of love. Hanno scannerizzato una delle XKSS superstiti, l'hanno smontata fino all'ultimo rivetto, prima di ricostruirne il telaio sfruttando il CAD per la massima precisione. Alla vecchia maniera, hanno realizzato una dima sulla quale modellare i leggerissimi pannelli di magnesio battuti a mano. Già, magnesio: è grazie a questo vecchio materiale da corsa che la Jag pesava appena 920 chili, spinti dai 262 cavalli del sei cilindri da 3.4 litri alimentato da tre carburatori Weber DC03 doppio corpo. Anche il motore è stato rifatto da zero, con nuove fusioni del gruppo termico.

Ognuna delle nove XKSS fantasma sarà venduta al prezzo - decisamente caldissimo, anzi fumante - di 1,4 milioni di dollari. Comunque un affarone considerando che il valore delle 16 originali supera gli otto milioni.