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Alla guida della Range Rover Hybrid


Il viaggio laboratorio di Land Rover per testare nelle condizioni più estreme possibili il nuovo modello ibrido

di Paolo Matteo Cozzi

Mi siedo al volante di buon’ora: giusto il tempo di prendere confidenza con la Range Rover Hybrid, uno dei tre prototipi impegnati nei 16.000 chilometri della Silk Trail 2013, e sono già avvolto dal traffico di Kathmandu.

Motorini, auto, pullmini, scassoni in genere ma soprattutto colori vivaci e una luce così che filtra dalle nuvole. È una normale mattina qui, caotica come tante. Le montagne sfidano l’orizzonte, il monte Everest svetta a est, la polvere si alza dalla strada al ritmo scandito dai clacson frenetici.
Silk Trail 2013 è il viaggio laboratorio di Land Rover per testare nelle condizioni più estreme possibili il nuovo modello ibrido, il primo di sempre per la casa inglese, attraversando l’Europa, Russia e Cina, Nepal e India lungo l’antica rotta della seta che collegava l’Asia al Vecchio Continente. Nell’era dei simulatori, nessuno sfida più intemperie e condizioni critiche (reali) in tale quantità, prima di immettere sul mercato una nuova vettura. Un esempio? In Cina le auto hanno superato un passaggio a 5.300 metri d’altitudine, una quota desueta che avrebbe potuto destabilizzare sia il motore elettrico sia quello tradizionale alimentato a gasolio.

Il prototipo numero 3, l’autovettura a mia disposizione che come tutte garantisce performance a temperature comprese fra -30 e +40 gradi, porta sulla carrozzeria i segni della percorrenza precedente al nostro incontro qui a Kathmandu. Inoltre è arredata con un portapacchi che alloca una piccola scorta di gasolio e un pneumatico di scorta, ha fari potenziati e ganci di traino da utilizzare in caso d’emergenza.

Il mio test comincia oggi (3 ottobre), e per qualche giorno mi porterà a guidare in condizioni assai diverse i 340 cavalli ottenuti dall’unione del 3 litri V6 Diesel e del motore elettrico: pesa 40 chilogrammi e si alimenta con batterie installate sotto il pavimento dell’auto, cosicché la nuova dotazione non pregiudica minimamente lo spazio a bordo.

SECONDO GIORNO
Tre ruote bucate e un parabrezza rotto. Sono questi gli unici disagi subiti dai tre prototipi Range Rover Hybrid nei primi 10.000 chilometri di strada che separa il Mediterraneo dall’Asia. Il motore elettrico che alimenta il 3 litri turbodiesel, ritenuta l’unica incognita perché tanto nuovo da essere ancora in fase di test, fila invece come un orologio svizzero.

Il Silk Trail 2013 è un’avventura affascinante anche per l’aspetto didattico che ne scaturisce, allorché proprio come da queste parti facevano le prime spedizioni alla conquista dei numerosi ottomila, il diario di bordo si traduce in autentico registro. Un almanacco che segna digitalmente i fatti, grazie ai computer degli ingegneri di bordo, sempre connessi con il quartier generale, in Inghilterra. Vicino al volante c’è persino un pulsante rosso che serve a marcare un punto di riferimento nel database: si preme se s’incontra un’anomalia per ritrovarne traccia più facilmente una volta di rientro alla base.

Dopo aver lasciato all’alba Pokhara in direzione Nepalgunj, e dopo aver ammirato il sole illuminare l’Annapurna, il secondo giorno di viaggio (4 ottobre) registra oltre 400 chilometri di strade ridicole. Si tratta piuttosto di buche profonde, distese di terreni irregolari, rischi continui. Neppure alle prime luci del giorno qui la via è sgombra: i primi negozietti sono già aperti e c’è chi beve il caffè o sbadiglia sull’uscio, chi fa jogging col cane al guinzaglio proprio come da noi, chi pulisce il proprio habitat di un metro quadrato incurante della rovina che c’è intorno.

Ci sono poi ragazzini, maschi e femmine in divisa collegiale, già in marcia verso scuola. Chilometri quotidiani per un po’ d’istruzione. Camminano in gruppetti e sorridono, seppur il percorso per giungere a compiere il proprio dovere sarà ancora lungo: una bella lezione per noi altri che li sfiliamo coi nostri macchinoni.

Un nepalese su due vive con una media di un euro al giorno, più o meno il prezzo di un litro di gasolio da queste parti, o di 16 chilometri sulle Range Rover Hybrid.
Il Nepal appare subito nella sua schietta semplicità: in strada vige la legge del più veloce, tutti corrono come matti, e dell’incoscienza, perché qui si sorpassa a destra, sinistra, negli spazi angusti e con manovre spericolate. I più temibili, dopo moto e ciclomotori, sono i taxi; una moltitudine di piccole utilitarie Marhuti Suzuki che s’infilano dappertutto. Guidare in Nepal è faticosissimo. Ma con i colori e il panorama che ci si apre spavaldo dinanzi, ricominciare domani sarà una gioia.

@paolocozzi