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Motori e Salone del Mobile


Si apre nel segno dell’automotive la design week milanese, le 3 opere da non perdere

di Paolo Matteo Cozzi

Milano arredata come la casa dei sogni, ma anche come il garage più ambito, declinato in un mix sospeso fra passato e futuro. Alla 54esima edizione del Salone del Mobile (8-13 aprile) sono infatti sempre più numerosi i costruttori di automobili che incidono la propria firma negli appuntamenti cittadini: il fuorisalone assume sempre più l’accento motoristico, grazie a una dozzina di brand che con i codici delle loro vetture contaminano il mondo del design.

Audi autografa il kickoff del Salone e celebra i 60 anni di Interni con Walter de Silva e la sua installazione primarchitettura: esposta nei chiostri dell’Università Statale, si tratta di una quinta che spoglia l’insieme dal superfluo decorativo, un contenitore schietto che contiene al suo interno lo scheletro di una vettura che anticipa l’architettura dei futuri modelli del gruppo, con un’anima leggera e resistente in alluminio come vuole il trend del momento. L’opera nell’opera è un multi-material space-frame Audi, riflesso all’infinito dal pavimento e da pareti specchianti, a simboleggiare la riproducibilità della produzione industriale.

Stone Island porta nel suo spazio espositivo di via Savona 53, De-Formazione, interessante progetto del torinese Sergio Perrero che sceglie di recuperare lamiere e parti di automobili incidentate e decadenti per dar loro una nuova immagine grazie a fasciature tessili. Pezzi unici, opere d’arte mai uguali a se stesse, in cui la parte danneggiata torna a vivere nell’effetto visivo conferito dalla cura del rivestimento in tessuto. L’oggetto diventa così protagonista formale, esce dal garage, dal carrozziere o dalla strada per entrare in qualità di complemento nel living di casa.

Jaguar crea un link ideale con l’Inghilterra promuovendo tre pezzi creati in contaminazione con stilemi e materiali del proprio Advanced Design Studio guidato da Julian Thomson. Esposta a Leclettico (via San Gregorio 39), Revolution di Moritz Waldemeyer vede protagonista la luce con migliaia di luci Led che compongono l’elegante installazione ispirata alla purezza formale che caratterizza ogni Jaguar. Stesso indirizzo per vedere Table F, a firma proprio del Design Studio Jaguar, coffee table ricavato dal pieno di un unico pezzo di pietra nobile (marmo di Carrara) a simboleggiare la perfetta sintesi di velocità e dinamismo. Al flagship del marchio (Corso Sempione angolo via Ferruccio) è in mostra l’opera a firma del duo cinese Neri&Hu, un oggetto classico della tradizione britannica: il cesto da pic-nic, contaminato sia dall’impronta asiatica sia dal rigore e dalla pulizia che ritroviamo sulle vetture Jaguar.

@paolocozzi