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Lamborghini, 50 anni di storia


Da Frank Sinatra a Grace Kelly: il Toro ha stregato nomi che hanno fatto la storia. Simbolo di un’Italia che si rimbocca le maniche e corre veloce

di Paolo Matteo Cozzi

“Chi vuole sembrare qualcuno compra una Ferrari, chi è già qualcuno compra una Lamborghini”, diceva Frank Sinatra. E lui, The Voice, della supercar di Sant’Agata era un grande collezionista: aveva alcuni modelli icona come Miura, la più bella di tutte, e una passione per quel Toro che da 50 anni è simbolo di un’Italia che si rimbocca le maniche e corre veloce.

È una bella storia quella della Società Automobili Ferruccio Lamborghini. Una storia che comincia nel maggio del 1963 in quel “triangolo d’oro” dei motori, nasce proprio accanto a Maserati e Ferrari, per l’indomita volontà del visionario fondatore Ferruccio che voleva realizzare “un’automobile perfetta”, e che si ritrovò a dar vita ad una vera e propria “bomba tecnica”.

Il miracolo Lamborghini è uno fra quelli che nei Sessanta punteggiavano la storia economica italiana: è il 1963 quando Ferruccio abbandona i trattori e porta al Salone dell’auto di Torino la sua prima vettura, una 350 GTV che incanta. Il primo cliente è il musicista Giusti, dirigeva la band della Capannina di Forte dei Marmi. Ma è nel 1966 con la Miura che impazziscono teste coronate, imprenditori e celeb di tutto il mondo.

Dal sultano del Brunei a Dean Martin, Elton John, Paul Mc Cartney, lo Scià di Persia, Twiggy, Frank Sinatra e Grace di Monaco, come le star italiane dell’epoca Gino Paoli, Claudio Villa e Little Tony, tutti ne volevano una.

Ranieri di Monaco e Grace Kelly salgono a bordo dell’avveniristica Marzal e aprono il Gran Premio di Montecarlo del 1967. Rimasta per sempre un prototipo, questa supercar ha linee talmente moderne e geometriche da condizionare il design dei modelli futuri.
Quelli sono però anni difficili ma il successo del Toro di Sant’Agata non si interrompe neppure sotto i colpi e le difficoltà dettate dall’autunno caldo sindacale, né dalla crisi petrolifera degli anni ’70.

I Novanta si aprono nel segno della Countach, l’azienda in amministrazione controllata la realizzava solo dopo avere ricevuto il saldo in contanti. Fra i clienti Liz Taylor, che si dice abbia preso la patente al solo scopo di guidarla, Malcom Forbes dell’omonima dinastia di editori statunitensi, il pilota di F1 Keke Rosberg e il petroliere Walter Wolf.  

Dopo Diablo, l’auto preferita di Arnold Schwarzenegger, e soprattutto dopo il passaggio di proprietà a favore del marchio tedesco Audi, si apre la stagione delle supercar "aeronautiche" – per via della contaminazione nel design e nei materiali – coma Gallardo, Murcielago, Aventador e l’ultima Veneno. L’auto voluta in tiratura limitatissima proprio per celebrare i primi cinquant’anni di storia Lamborghini.

@paolocozzi