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La Lamborghini di Papa Francesco


Sarà battuto all’asta il modello speciale di Lamborghini Huracán donato al Santo Padre dall’azienda di Sant’Agata Bolognese

di Andrea Bressa

Un esemplare unico come del resto è unico il suo proprietario. Parliamo dell'esclusiva Lamborghini Huracán RWD recentemente donata dall'azienda di Sant'Agata Bolognese a Papa Francesco.

Il modello è stato realizzato da Ad Personam, il noto dipartimento Lamborghini che si occupa appunto della personalizzazione delle vetture. Spicca la livrea, ovviamente candida, in color Bianco Monocerus arricchito da striature Giallo Tiberino che attraversano tutta la carrozzeria della Huracán. È chiaro l'omaggio ai colori della bandiera della Città del Vaticano.

Desta curiosità la notizia: con un po' di immaginazione può risultare del resto divertente pensare al Santo Padre che sfreccia magari sul Grande Raccordo Anulare di Roma benedicendo tutti a 300 km/h. Ma la realtà è che questo modello non rimarrà a lungo fra i tesori vaticani.

ALL'ASTA DA SOTHEBY'S

Come annunciato dallo stesso pontefice durante la cerimonia di consegna, l'auto è già destinata ad essere rivenduta per beneficenza. Il 12 maggio 2018 la Huracán verrà battuta all'asta da RM Sotheby's. Il ricavato della vendita, che si immagina possa raggiungere cifre milionarie (è già nata come auto da collezione), sarà consegnato nelle mani di Papa Francesco, il quale lo ridistribuirà a dei soggetti già scelti.

Un terzo dell'incasso contribuirà alla Fondazione di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, impegnata nella ricostruzione della piana di Ninive, in Iraq. Il progetto prevede il reinserimento nella zona dei fedeli cristiani locali, pesantemente colpiti negli ultimi tempi dalle violenze dell'Isis, attraverso la realizzazione di nuove abitazioni, strutture pubbliche e luoghi di culto.

Un'altra parte del denaro è destinata alla Comunità Papa Giovanni XIII, che si occupa di soggetti vittime di disagio sociale (droga, povertà, prostituzione). Un contributo che arriva nel decennale dalla morte del fondatore Don Oreste Benzi e nel cinquantesimo anniversario della fondazione della comunità.

Il resto del ricavato andrà infine a due associazioni che svolgono attività di aiuto in Africa. Una è la Gicam del professore Marco Lanzetta e l'altra e Amici del Centrafrica, da anni attiva in progetti dedicati in particolare a donne e bambini.