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Harley Davidson: 110 anni di stile


Dalle maglie racing in lana alla Freedom Jacket, simbolo della libertà su due ruote

di Annalisa Testa

Un sogno americano. Un simbolo di libertà. Born to be wild, come vuole la canzone degli Steppenwolf, iconica colonna sonora del cult movie Easy Rider che cantava “Get your motor runnin’, head out on the highway”.


L’Harley Davidson non è solo una moto ma uno stile di vita. Cavalcata da Bruce Willis per scappare in Pulp Fiction, da Mickey Rourke nel film Harley Davidson & Marlboro Man, da Schwarzenegger durante un inseguimento ne Il giorno del giudizio, dal trio Jack Nicholson, Peter Fonda e Dennis Hopper in Easy Rider e da un ribelle Marlon Brando in The wild one, quest’anno è celebrata in tutto il mondo da migliaia di centauri in occasione del suo 110° anniversario.

Dall’altopiano del Tibet a Città del Messico, da Aukland in Nuova Zelanda a San Paolo in Brasile passando anche per l’Italia, a Roma. Ultimo appuntamento, ovviamente, a Milwaukee, terra d’origine della moto, il 29 agosto con escursioni lungo strade epiche, attività al museo Harley-Davidson, una parata nel centro cittadino e un super evento celebrativo all’Henry Maier Festival Park. Per l’occasione all’esercito rombante delle due ruote è stato chiesto di indossare il capo icona dell’harleysta, la Freedom Jacket.

Insieme a jeans stracciati, stivali texani, bandana legata come copricapo e una serie infinita di tatuaggi, la giacca di pelle diventa un segno di riconoscimento. Nasce nel 1938 quando Harley-Davidson realizza ad hoc la prima giacca da moto in pelle per il dipartimento di Polizia di New York che ancora oggi è un simbolo della cultura popolare. Dieci anni dopo, il capospalla può essere finalmente acquistato anche dai bikers: costava 29.75 dollari. Taglio slim, leggermente corto in stile aviatore, spalle imbottite, zip diagonale e decorazioni in nickel scintillante, con 2 dollari in più si poteva aggiungere la cintura in vita con fibbia in metallo. Un guscio protettivo, ma soprattutto distintivo.

A quell’epoca non aveva nessun nome, era solo una giacca di pelle nera con quell'odore unico che viaggiava sulle strade di tutto il mondo, una semplice giacca indossata per decenni dagli amanti dell’Harley, fino a quando iniziò a percorrere la Route 109 in Cina, da Xining verso Lhasa sulle spalle di Mark-Hans Richer, Chief Marketing Officer di Harley-Davidson. Dopo tremila chilometri e cinque giorni di viaggio lui e la sua banda arrivarono sull’altopiano del Tibet, a cinquemila metri sul livello del mare. E proprio qui, nel punto più alto della Route 109, Richer chiese ad un abitante locale di esprimere attraverso una scritta, realizzata con della vernice rossa sulla sua giacca di pelle nera, quello che secondo lui esprimeva l’Harley. L’uomo scrisse in caratteri cinesi la parola Freedom, "libertà". Nacque così la Freedom Jacket, uno dei capi must del guardaroba del motociclista, che durante le celebrazioni dell’anniversario verrà indossata e portata come una torcia olimpica.