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Golf elettrica: 5 elementi distintivi


190 chilometri di autonomia, tratti distintivi e una ricca dotazione standard per il modello più moderno firmato Volkswagen

di Paolo Matteo Cozzi

Metti un giorno infrasettimanale negli spazi infiniti, deserti e romantici dell’ex aeroporto berlinese Tempelhof: suggestiva ambientazione da Guerra Fredda, fanè per definizione, che ospita il lancio della più moderna Golf che c’è. Quella elettrica, la e-Golf che corre di pari passo alla sorellina e-up!, e anticipa l’imminente versione ibrida Gte.

L’auto per il popolo green arriverà a giugno, avrà un prezzo non proprio popolare (37.000 euro circa) e, portando la trazione elettrica nella produzione in grande serie, promette di far fare un salto nel Verde al costruttore tedesco. 

Con i suoi 190 chilometri d’autonomia, una dotazione ricca che comprende anche fari Led e sistema di infotainment high-tech di serie, arriva in un amen a 140 orari: la velocità massima, più che sufficiente per un’auto destinata prevalentemente all’uso metropolitano. Un utilizzo che, statistiche del costruttore alla mano, calcola in media spostamenti per 50 chilometri al dì. In Germania quanto meno, dove l’80 per cento dei tedeschi si muove da e per i centro città come del resto fa la maggior parte degli europei, chilometro più chilometro meno.

A prima vista e-Golf si riconosce per i fari con tecnologia Led e per le luci diurne con la vezzosa forma a C, elemento tipico di tutte le Volkswagen a propulsione elettrica o ibrida plug-in, e per l’elemento trasversale blu nella calandra del radiatore e nei gruppi ottici che identifica i modelli elettrici. Come ciascuna delle sei generazioni precedenti, anche la nuova e-Golf è una vettura compatta, schietta e, ora, anche davvero pulita. I 115 cavalli del motore a batterie agli ioni di litio non emettono Co2 e restituiscono immediatamente la massima coppia motrice, così ci si sposta velocemente e in silenzio, consumando appena 12,7 kwh ogni 100 chilometri. Un dato nuovo, per chi è abituato a ragionare in litri-chilometro che però il costruttore tedesco si affretta a tradurre, sempre secondo dati rapportabili alla situazione tedesca, in 3,28 euro di costo ogni cento chilometri percorsi. 

A Tempelhof, sulle piste e fra i piazzali che fra il 1948 e il 1949 ospitarono l’immenso ponte aereo dei C-47 che portavano soluzioni praticate al riscaldarsi della Guerra Fredda, si provano le doti della vettura intese come vezzi e virtù: ciliegina sulla torta del modello giunto alla settima generazione e con oltre 30milioni di pezzi venduti, e-Golf vanta una ricca dotazione standard. È l’unico modello della gamma a disporre di serie del sistema di radio-navigazione high-end Discover Pro: ha una app specifica, si chiama Volkswagen Car-Net e-Remote, che offre in ogni momento la possibilità di avviare il caricamento delle batterie, di gestire a distanza la climatizzazione autonoma di serie a motore spento (durante la carica), visualizzare i dati vettura. Della dotazione fanno parte anche la possibilità di selezionare il profilo di guida (Normal, Eco, Eco+), il parabrezza riscaldabile e il climatizzatore automatico. Solo la più "spendibile" ibrida plug-in Gte, in arrivo a breve distanza, può far meglio: qui a Tempelhof abbiamo guidato anche questo modello, spostandoci da Ovest a Est in silenzio e spingendo in autostrada con l’eBoost (la combinazione dei due motori). Questa però è un’altra storia.

@paolocozzi