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‘Crossroads’, gli incroci Italia-Usa fra cultura e design dell’auto


Al Museo dell’Auto di Torino un’esposizione celebra le influenze reciproche fra Italia e Stati Uniti, dal dopoguerra al boom economico. Protagoniste le auto

di Andrea Bressa

A Torino, fino al 25 giugno, si può assistere a un'interessante mostra chiamata Crossroads. Incroci Italia-Usa, dal dopoguerra al boom economico. Si trova al Museo Nazionale dell'Auto e, come suggerisce il titolo, propone un viaggio ideale nella storia e nella memoria, alla scoperta di quei punti di contatto fra la cultura statunitense e quella italiana tra la fine della Seconda guerra mondiale fino agli anni Sessanta. L'accento, come del resto vuole la location, è posto in particolare all'industria automobilistica.

LA MOSTRA
L'esposizione del MAUTO è realizzata con la curatela artistica di Luca Beatrice, mentre quella tecnica è firmata dal direttore del museo Rodolfo Gaffino Rossi. Si tratta di una retrospettiva interessante, che mette a confronto i contesti socio-culturali di Italia e Stati Uniti durante quegli anni, arrivando ad analizzare le contaminazioni reciproche che si sono venute a creare soprattutto nel campo dello stile automobilistico. Oltre a poster, fotografie, locandine, immagini pubblicitarie e filmati, le vere protagoniste sono tredici vetture, americane e italiane, in grado di illustrare con efficacia quel dialogo creativo che si è instaurato fra i designer dei due Paesi.

ARTE, MUSICA, CINEMA E LETTERATURA
La mostra parte con un percorso dedicato alle suggestioni visive, cinematografiche, musicali e artistiche che hanno costruito e reso vivo l'immaginario di un'epoca di grande fermento. Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Mimmo Rotella, Bert Stein, Mario Schifano, Tazio Secchiaroli, Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Pier Paolo Pasolini, James Dean: sono solo alcuni dei nomi più importanti che si possono trovare citati in Crossroads. Tre grandi aree tematiche costruiscono il resto della mostra: “On the Road vs La strada”, “Cinecittà e Hollywood” e “Dive & Latin Lover”. Dalla letteratura al cinema, passando per fotografia e pittura, l'osservatore si trova circondato da una ricostruzione delle atmosfere che si respiravano in Italia e in America fra il 1945 e il 1960.

DESIGN E AUTO
Lo spazio più importante, però, è quello riservato alle vetture. Modelli d'epoca firmati Buick, Plymouth, Lincoln, Fiat e Alfa Romeo si fanno portavoce del fortunato dialogo a distanza fra i nostri designer e quelli americani, ispirati entrambi da un fermento culturale votato alla rinascita, dopo i tragici anni della guerra. Attraverso queste auto è possibile comprendere la reciproca influenza fra la delicata creatività italiana e l'esagerata razionalità americana. Da una parte, dunque, Savonuzzi, Michelotti, Revelli di Beaumont e Pininfarina, dall'altra Harley Earl o Virgil Exner: nomi che sono stati in grado di dettare le regole del design automobilistico mondiale, influenzando l'industria fino ai giorni nostri.