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Citroen Mehari: un’opera d’arte per i 50 anni


Lo stilista francese Jean-Charles de Castelbajac propone un esemplare unico di E-Mehari per celebrare il mezzo secolo dello storico veicolo

di Andrea Bressa

Come festeggiare il mezzo secolo di storia di un veicolo iconico? Uno dei modi più gettonati dalle aziende automobilistiche è quello di realizzarne una versione esclusiva, da collezione. Ecco dunque che Citroën ha affidato allo stilista Jean-Charles de Castelbajac il compito di creare un esemplare unico della Mehari, uno dei modelli più amati e ricordati della casa francese, che quest’anno compie cinquant’anni.

Un po’ di storia

Maggio 1968, maggio 2018: è passato esattamente mezzo secolo dalla prima volta che la Citroën Mehari si è fatta vedere sulle strade di Francia prima e un po’ in tutto il mondo subito dopo. Veicolo iconico, che ha fatto la storia dell’automobile europea e internazionale, la Mehari viene ricordata per il suo design essenziale così caratteristico, espressione di una sorta di ritrovata (o conquistata) libertà dagli stilemi e dalle norme tradizionali, in linea con l’epoca in cui è nata, ossia il Sessantotto parigino.

Era il 16 maggio quando sui campi da golf di Deauville venne svelata alla stampa la prima Mehari. Una cabriolet “spiaggina” fuori da ogni schema, dallo stile mai visto prima, con una carrozzeria realizzata da Roland de La Poype in ABS, un materiale plastico leggero, resistente e facilmente modellabile.

A livello tecnico la Mehari ereditava le componenti e il motore della Dyane, altro classico modello Citroën (erede a sua volta della mitica 2 CV): un motore bicilindrico da 602 cc raffreddato ad aria da 29,6 cavalli di potenza. Essenziale dunque anche nella meccanica, coerente con la linea estetica così semplice.

La Mehari originale è rimasta in produzione, attraversando diversi aggiornamenti tecnici, per quasi vent’anni, fino al 1987, periodo durante il quale ne sono state messe in circolazione quasi 145 mila unità.

Nel 2015, dopo 28 anni di stop, ecco che Citroën presenta al mondo la E-Mehari. Un modello elettrico che nel nome e nell’approccio stilistico intende riprendere il tradizionale modello. Non più una “spiaggina”, ma una berlina di piccole dimensioni dall’appeal moderno, giovane ed ecosostenibile.

L’Art Car di Jean-Charles de Castelbajac

Proprio sulla base della E-Mehari Jean-Charles de Castelbajac ha dato vita alla sua opera d’arte a quattro ruote. Lo stilista francese ha voluto dare espressione al concetto di libertà proveniente sia dall’esperienza del maggio ’68, sia dall’originario approccio usato dai designer Citroën quando crearono la prima Mehari. Il risultato è dunque una cosiddetta “Art Car”, un manifesto grafico che richiama i poster delle manifestazioni parigine di cinquant’anni fa.

Colori in tonalità brillanti e allegre sono giustapposti sulla carrozzeria in modo libero, arricchiti da segni grafici e disegni in nero realizzati a mano da Castelbajac. Ogni tinta utilizzata ha un valore simbolico per lo stilista: il rosso rappresenta la rivoluzione e la passione, il giallo la luce solare, la voglia di conquistare, l’amicizia e la fratellanza, mentre il blu simboleggia l’elettricità e l’ecologia.

In questo video è possibile comprendere ancora meglio la genesi dell’Art Car di Jean-Charles de Castelbajac.