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Skully Helmets, il casco che ti guarda le spalle


Ha display integrato, gps e connessione con lo smartphone

di Martino De Mori

La tecnologia augmented arriva sulle moto. Il casco Skully P1, oltre a proteggere la testa, ti dà informazioni sulla strada, ti guida, ti intrattiene. Per ora si tratta di un prototipo, ma promette molto bene: lodato dalla stampa di settore, ha pure vinto un prestigioso Demo God Award, che premia le migliori tecnologie emergenti.

Nero opaco, tagliato al laser con una linea aerodinamica, P1 è prodotto da Skully Helmets, azienda fondata nel febbraio del 2013 nella Silicon Valley e specializzata in tecnologia Hud (Head Up Display). Il sistema si fonda su tre elementi integrati: una videocamera posteriore che inquadra la strada a 180°, un modulo gps, la connessione allo smartphone. Non mancano accelerometro, giroscopio, bussola, il tutto gestito da un sistema operativo proprietario che prende spunto da quello di Android

Questo significa che, mentre guidiamo la moto, sulla visiera vengono proiettati elementi visivi al nostro comando vocale, attraverso la connessione Bluetooth. Pronunciando la parola "Skully" si attiva il sistema e possiamo vedere nell'angolo in basso a destra quello che succede dietro di noi come in un retrovisore (ma senza la visione parziale degli specchietti), oppure aggiornarci sul meteo, o farci guidare dal navigatore verso la nostra meta, o scoprire informazioni sul ristorante davanti a cui passiamo. E sempre grazie ai comandi vocali, senza staccare mai le mani dalle manopole, è possibile telefonare, mandare messaggi e far partire la playlist preparata per il viaggio.

La batteria ha autonomia di 8 ore e si ricarica con un cavo micro usb collegando lo Skully al computer. Per ora quello che vediamo nel video dimostrativo è decisamente interessante: i dati sul display non sono invasivi e sembrano non distrarre dalla guida, anzi la facilitano. Nella pratica scopriremo se è davvero così: Skully P1 arriverà sul mercato nel 2014, dopo una serie di test a cui può partecipare chiunque proponendosi come "cavia" sulle pagine del sito .