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Borile B500 Ricki, la moto cucita a mano


In metallo vivo e finiture di pregio, la nuova moto della casa padovana riprende le cross anni ’60

di Martino De Mori

Borile è un marchio di culto nel mondo delle moto artigianali, talmente raffinato che per le sue realizzazioni a due ruote si può parlare di prodotti 'sartoriali'. L'ultima uscita dalle officine di Vò Euganeo (nel padovano) è la B500 Ricki, una scrambler che andrà ad affiancare la Multiuso e la Bastard nei negozi, a partire da questo mese, a 17.500 euro.

Il mezzo è interamente costruito a mano da Umberto Borile e strizza l'occhio alle moto da cross anni '60 e '70, con una cura ossessiva per la filologia. Il motore è un GM che proviene dal mondo speedway ed è alimentato a carburatore, il cambio un Norton a 4 velocità e la frizione è a secco, mossa da una cinghia dentata, proprio come si faceva all'epoca.

E poi la Ricki ha parafanghi alti, forcelle ricoperte in gomma, ammortizzatori e ruote tassellate, serbatoio battuto a mano, telaio in alluminio Carpental 7020, rigido e leggero allo stesso tempo. Il tocco visionario sta nella scelta di lasciare i materiali nel loro colore naturale, un metallo puro che comunica emozione a prima vista.

Umberto Borile spiega così l'ispirazione che lo ha portato alla Ricki: "Voglio realizzare una moto che mi faccia riprovare quel brivido che mi ha attraversato, quando per la prima volta ho sentito e visto da vicino una Matchless G80 da cross. Mi entrò subito nella testa e nel cuore insieme alla Husqvarna 400. Eravamo nel 1968. Tutto metallo e niente fronzoli, una meraviglia di suoni e cromatismi".