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BMW R 1200 RT: la prova in viaggio


Per verificare se il bicilindrico Boxer BMW dice ancora la sua, abbiamo guidato la tourer R 1200 RT fino a Parigi e ritorno in un fine settimana. E indovinate un po’?

di Paolo Sormani

Quando fu introdotta nel 1979, la BMW R 100 RT diventò immediatamente il modello di riferimento per i "culi di ferro" (pardon), i motociclisti che amano avvitarsi alla sella e viaggiare per ore. La RT aveva - e ha -  tutto ciò che chiedono: abitabilità, la protezione della semi-carenatura disegnata in galleria del vento, i freni a disco, il parastrappi per ammorbidire la trasmissione finale ad albero cardanico.

Oggi la sua discendente R 1200 RT non è più l'ammiraglia delle Touring di BMW Motorrad, il primato spetta alla sei cilindri K 1600 GTL. Così, per capire se in viaggio il bicilindrico Boxer può dire ancora la sua, abbiamo fatto un salto a Parigi con la scusa del Cafe Racer Festival, organizzato nell'antico circuito sopraelevato di Monthléry. Novecento chilometri all'andata venerdì, novecento al ritorno domenica. Senza fermarsi se non per il pieno.

Com'è? Una poltrona vista autostrada. Non per nulla RT significa Reise Tourer, viaggiatrice. Il motore a cilindri contrapposti da 1.170 centimetri cubi a corsa corta ha i cavalli (125 a 7.500 giri) e la coppia (125 Nm a 6.500 giri) che servono a godersi il panorama e tenere alta la media oraria. Il raffreddamento a liquido invece tiene bassa la temperatura, mentre il contralbero di bilanciamento riduce ulteriormente le ridotte vibrazioni del Boxer. La coppia di monoammortizzatori BMW Telelever (davanti) e Paralever (dietro) garantisce il giusto molleggio. La sella è morbida, la carenatura protegge a meraviglia e l'altezza del parabrezza è regolabile elettricamente. Le valigie laterali sono capienti e facili da sganciare.

Come va? Sul velluto. La rotta per Parigi era il banco di prova ideale per la RT: autostrada, Monte Bianco e poi tutte statali nel paesaggio discretamente curvilineo della campagna francese. La R 1200 RT non ha perso un colpo, mai un'incertezza. Ho attraversato cinque rovesci con violente raffiche di vento e oltre alla stabilità, mi ha bene impressionato la protettività della carenatura.

L'aspetto più rimarchevole e amichevole della RT è l'elettronica. L'ABS è tutt'altro che invasivo (e questo già si sapeva) ed è piacevole la facilità con la modalità del controllo di trazione ASC interagisce con l'ESA, il sistema di gestione elettronica delle sospensioni, premendo un semplice pulsante. Altro gadget assolutamente gradevole è il cambio elettronico che permette di salire e scalare di marcia senza utilizzare la frizione. Mentre mi spiegavano come si inserisce e disinserisce il cruise control, ricordo di aver detto: "Lascia stare, sono io che guido la moto, non viceversa". Ho dovuto ricredermi per gran parte del viaggio. È il caso di dirlo: la R 1200 RT si guida con la mano sinistra.

Come potrebbe essere? È una BMW, deve restare fedele a se stessa migliorandosi. I consumi sono limitati e con 25 litri ci si beve anche cinquecento chilometri di fila, a velocità da Codice. Il rumore dello scarico è piacevole senza essere invadente. A proposito di sound, quello dell'impianto stereo è poco potente e non regola automaticamente il volume con la velocità, come avviene per esempio sulle touring Harley-Davidson. Per il resto, chapeau. La versione base costa 18.900 euro.