Il lato Icon delle cose
di Gianni Miraglia

A ognuno la sua barba


Uno stesso simbolo, significati così diversi

Se il leader dell'ISIS Al Baghdadi si occupasse di design, avrebbe la barba come tanti hipster.

In differenti zone del pianeta, identici simboli possono sottintendere differenti percezioni. Se da noi la barba è stata anche una moda, in altre parti del mondo definisce uno status sociale, intrinseco a culture tribali millenarie.  

Ma anche nel fondamentalismo si seguono le mode, se si pensa al tutone mimetico con pugnale da Rambo dei jihadisti che ha soppiantato il rustico neo-hippie dei talebani, che dalle loro grotte minacciavano il mondo su un VHS. Tendenze che vanno e che tra altre decadi ridiventeranno nuove. La barba hipster ritornerà, brulicherà con leggerezza sulle guance più impensabili, come fino a un anno fa. Viso irsuto che ha segnato la porta all’età degli adulti e che in certe civiltà ha prodotto l’uso sistematico dei rasoi: nell’antico Egitto e anche nei nostri anni 90, con l’affermazione della depilazione integrale maschile, fino alla sparizione dei peli delle ascelle.

Alcune fidanzate facevano accorciare anche i peli pubici dei loro compagni, forse per esaltare dimensioni sommerse dalla foresta. Mentre a Sparta, i vili venivano condannati a rasarsi metà delle loro guance, così da esser sempre riconoscibili e sbeffeggiati.
Ma se si parla di barba bianche, notiamo che è tornata di moda, per un fenomeno che durerà solo tre settimane. Riuscissimo a credere di nuovo a Babbo Natale di sicuro non avremmo bisogno di uno specchio.