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Whisky e cognac rari: alla ricerca del barile perduto


The Last Drop Distillers, l’azienda specializzata in superalcolici dimenticati da decenni

di Aldo Fresia

Gli Indiana Jones dei superalcolici sono tre arzilli signori che, dopo aver maturato decenni d'esperienza nel settore dei distillati, hanno deciso di dedicarsi ai whisky e ai cognac più rari e preziosi. La loro missione è scovare le ultime botti di annate particolarmente felici, imbottigliarle e offrirle a estimatori di lusso.

James Espey, Peter Fleck e Tom Jago, fondatori nel 2008 di The Last Drop Distillers, hanno dalla loro fiuto, passione e caparbietà, oltre a utilissimi contatti nell'ambiente. Il primo ritrovamento furono tre botti di Blended Scotch Whisky del 1960, da cui ricavarono 1347 bottiglie vendute inizialmente a circa 1500 euro l'una e nel giro di pochi anni, grazie a recensioni entusiaste, al doppio.

Il loro non è un lavoro semplice, intanto perché si tratta di perlustrare i meandri delle distillerie nella speranza di trovare botti dimenticate da decenni. Poi bisogna incrociare le dita, perché il contenuto deve essere ancora bevibile e deve bastare per un buon numero di bottiglie: il nemico, in quest'ultimo caso, è la cosiddetta "parte degli angeli", cioè l'evaporazione spontanea del liquido.

La ricerca è necessariamente lenta e meticolosa: non è facile incappare nella giusta combinazione di bontà e numero di bottiglie ricavabili, variabili determinanti per il prezzo proposto agli estimatori.

Ad oggi, The Last Drop Distillers propone un Blended Scotch Whisky invecchiato in botte per 50 anni e un Cognac del 1950 – oltre alle restanti bottiglie del Blended Scotch Whisky del 1960 con cui iniziò l'impresa. James Espey afferma che vorrebbe allargarsi ai rum, ma per il momento la ricerca è stata vana.