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Vino Nobile di Montepulciano, eccellenza made in Italy


Fino a fine anno si festeggiano i 50 anni del Vino Nobile di Montepulciano, rosso che deve al Sangiovese e alle colline toscane il suo indiscusso carattere

di Sarah Scaparone

Il Vino Nobile di Montepulciano festeggia i 50 anni di storia con il primo riconoscimento in Italia di un vino a Denominazione di Origine. Era il 1966. Successivamente questo rosso toscano, conosciuto e apprezzato anche oltre oceano, nel 1980 ottiene il massimo riconoscimento: la Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

Quali sono le sue caratteristiche? Sono numerose le particolarità che fanno del Vino Nobile un prodotto identitario, di carattere e soprattutto legato al suo territorio di origine. La zona di produzione comprende il solo territorio comunale di Montepulciano (Si), escludendo la zona di pianura della Valdichiana: solo le vigne situate a una altitudine compresa tra i 250 e i 600 metri sul livello del mare possono infatti concorrere alla produzione della Docg.

Come si produce il Vino Nobile? I vitigni previsti dal disciplinare sono per lo più quelli storici, autoctoni: tra questi prevale il Sangiovese (a Montepulciano lo chiamano Prugnolo Gentile) che deve essere presente per almeno il 70 per cento; possono poi concorrere all’uvaggio del Nobile, fino ad un massimo del 30 per cento, altri vitigni a bacca rossa tra cui il Colorino, il Mammolo, il Canaiolo, ma anche alcuni vitigni internazionali come il Merlot o il Cabernet Sauvignon.

Un vino giovane. A Montepulciano oltre il 37 per cento delle cantine è condotto da un giovane e il 45 per cento degli impiegati a tempo indeterminato nel vino (oltre mille in totale a Montepulciano) sono sotto i 40 anni. Le cantine sono riunite nel Consorzio del Vino Nobile che è nato nel 1965 con lo scopo di tutelare e promuovere l’immagine del Vino Nobile di Montepulciano e, successivamente, anche quella delle due Doc Rosso e Vin Santo. Tanti i produttori che hanno scritto e stanno portando avanti il nome di questo vino nel mondo. Tra loro le Cantine Storiche de’ Ricci,  un luogo suggestivo e monumentale, considerato tra le più belle cantine al mondo e Talosa anch’essa presente nel centro storico del paese; fuori da Montepulciano, il BorgoTreRose, che offre anche la possibilità di soggiornare tra i vigneti.

Ma quali sono i migliori abbinamenti con i vini di Montepulciano? Sicuramente questi: Rosso di Montepulciano (pecorini freschi e stagionati; pici all’aglione o alle briciole); Vino Nobile di Montepulciano (selvaggina, arrosti, primi piatti al sugo poliziano e di anatra; pecorini stagionati); Vin Santo di Montepulciano (crostino di fegatino alla poliziana, formaggi stagionati, pasticceria secca, cioccolato, sigaro toscano). Non a caso da quattordici anni si tiene proprio a Montepulciano A Tavola con il Nobile, manifestazione nata per promuovere i giusti abbinamenti di questo vino con i piatti della tradizione locale.