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Vini per Natale, i nostri consigli


Approfittiamo delle feste natalizie per concederci una bottiglia fuori dall’ordinario: ecco alcune dritte da case vinicole selezionate

di Aldo Fresia

Natale, tempo di doni e, perché no, di una bottiglia di vino da regalare oppure da regalarsi. La ricchissima tradizione vinicola italiana offre l'imbarazzo della scelta, ma abbiamo voluto selezionare alcune cantine che meritano attenzione e che non vediamo frequentemente sulle tavole imbandite. Ci sono bottiglie costose, altre decisamente abbordabili, ma in tutti i casi la qualità è assicurata.

TENUTA DI TRINORO
Siamo nel cuore della Toscana da cartolina, dove si trova una cantina che è garanzia di qualità, Tenuta di Trinoro. Chi ha il portafogli felice, oppure ha voglia di concedersi una coccola fuori dall'ordinario, può gettarsi senza remore sull'omonimo Tenuta di Trinoro, un rosso ricco, corposo, fatto con uve Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot; il prezzo è stellare, nel senso che si raggiungono di slancio i 250 euro a bottiglia. Chi desidera regalarsi qualcosa di simile, ma senza svenarsi, può guardare a Le Cupole, il fratello minore di Tenuta di Trinoro, ottenuto dalle medesime tipologie d'uva (ma da viti più giovani) e con un passaggio in barrique: tannini morbidi, bell'equilibro e un costo dieci volte inferiore al fratello maggiore.

TENUTA SAN LEONARDO
Colline lussureggianti, montagne altere subito vicino e, più in lontananza, un cielo limpidissimo: la campagna del Trentino è uno di quei posti che facilmente lasciano a bocca aperta. Ne sanno qualcosa gli uomini e le donne della Tenuta San Leonardo, che lavorano all'interno di un paesaggio meraviglioso e possono vantarsi di produrre vini di tutto rispetto. Chi ama i rossi punti sul San Leonardo, il portabandiera della cantina, ottenuto da un sapiente assemblaggio di Cabernet Sauvignon, Carmenère e Merlot: un vino premiatissimo, elegante, dal gusto pieno e dal prezzo assolutamente ragionevole, considerato il suo valore (50 euro). Una chicca è il Riesling, l'ultimo nato della Tenuta San Leonardo: viene prodotto a partire da vitigni situati in alta Valle di Cembra, a circa 700 metri di altezza, ed è un bianco elegante e di carattere. Costa 36 euro a bottiglia.

AZIENDA AGRICOLA DAMILANO
Nelle Langhe, una delle zone più belle del Piemonte, sorge il comune di Barolo, un nome che da solo solletica la fantasia degli appassionati di vino. Alla ricerca di un consiglio stringiamo lo zoom verso una collina in particolare, quella di Cannubi, dove la quarta generazione della famiglia Damilano gestisce vigneti di assoluto valore. Nasce qui una bottiglia da far venire l'acquolina in bocca, ma anche il tremore ai polsi al momento di strisciare la carta di credito. Si tratta del Barolo Cannubi Riserva 1752; la data è un omaggio alla bottiglia più antica mai ritrovata nelle Langhe, oggi conservata nella città di Bra e appunto risalente all'anno 1752. Per poter stappare il Barolo Cannubi Riserva 1752, e ne vale decisamente la pena, bisogna mettere sul piatto fra i 150 e i 180 euro a bottiglia.

AZIENDA AGRICOLA BRUNO ROCCA
Restando nelle belle Langhe, c'è un altro comune che dà il nome a un vino eccellente: Barbaresco. In questo caso, un produttore da non lasciarsi sfuggire è Bruno Rocca, ultimo esponente di una famiglia di tradizione orgogliosamente contadina, attiva in queste campagne fin da metà del XIX secolo e cento anni più tardi protagonista della coraggiosa acquisizione dei terrazzamenti e delle viti più prestigiose, quelle del cru Rabajà. Il Barbaresco è un vino elegante, che media perfettamente fra una struttura importante, a tratti ruvida, e una delicatezza avvolgente. I prezzi delle bottiglie variano a seconda dei cru, ma quelle di Bruno Rocca sono tutte garanzia di qualità. Ce n'è per le tasche più diverse: il Barbaresco base (che in enoteca si trova attorno ai 38 euro), il Barbaresco Rabajà (75 euro) e la riserva Maria Adelaide (95).

FEUDI DI SAN GREGORIO
Altro salto geografico, questa volta in direzione dell'Irpinia, dove le vecchie strade statali serpeggiano tra le colline dell'avellinese e dove le colture cedono lentamente il passo ai boschi del Parco Regionale dei Monti Picentini. Qui troviamo l'azienda vinicola Feudi di San Gregorio, che da metà degli anni Ottanta è interprete di primo piano del rinascimento della viticoltura del sud Italia. Tra le varie bottiglie prodotte, il consiglio è di assaggiare quella che va sotto il nome di Serpico: nasce da circa duecento viti di Aglianico di oltre 150 anni, alte due metri e mezzo e con tralci che arrivano fino a 4,5 metri di lunghezza. È un rosso di spiccata mineralità e grande persistenza, una vera perla con un ottimo rapporto qualità/prezzo: si trova infatti attorno ai 40 euro a bottiglia.