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Vin santo, prodotto di qualità


Non considerato quanto merita, il vin santo è un’eccellenza italiana capace di riservare sorprese: ecco alcuni consigli d’assaggio

di Aldo Fresia

L'avvicinarsi delle feste tende a rilanciare l'accoppiata cantucci e vin santo: un classico del fine pasto all'insegna della dolcezza. In un certo senso, però, proprio questa usanza ha fatto male al vin santo, vuoi perché hanno preso piede prodotti di qualità relativa, vuoi perché questa bevanda è stata relegata a un unico ambito, quando per esempio si accompagna splendidamente ai formaggi stagionati. Il risultato è che, se uno vuol fare bella figura portando una bottiglia di vino dolce a casa di amici, il più delle volte si rivolgerà a un sauterne: prodotto francese non così diverso dal vin santo nostrano, e nemmeno necessariamente superiore, ma dotato di una considerazione migliore presso il grande pubblico. Cerchiamo allora di restituire un po' d'onore a una delle eccellenze italiane.

DOLCE, NON STUCCHEVOLE
La prima caratteristica che distingue un vin santo di qualità è che non stanca: ha un sapore rotondo e zuccherino, ma non è stucchevole. Insomma, invoglia un secondo e magari un terzo bicchiere, rivela profumi e aromi complessi, talvolta anche leggermente speziati. La dolcezza resta e non potrebbe essere altrimenti, perché dipende dal lungo processo di appassimento dell'uva, ma la differenza tra una bottiglia valida e una di scarsa qualità è la medesima che passa fra un dolce di pasticceria e quello che abbiamo cucinato in casa sbagliando le dosi dello zucchero.

VIN SANTO E OCCHIO DI PERNICE
Senza addentrarsi in questioni tecniche, vale la pena di ricordare che il vin santo può essere prodotto con uve a bacca bianca (Trebbiano e Malvasia) oppure a bacca rossa (che in larga parte è Sangiovese). In questo secondo caso si parla di vin santo occhio di pernice e il colore può essere un rosato più o meno intenso, a seconda delle uve utilizzate e delle zone di produzione.

VIN SANTO: I NOSTRI CONSIGLI
Dici vin santo e sei in Toscana, sua patria d'elezione. Qui si trovano alcuni prodotti di indubbia qualità: ad esempio il Vin Santo di Baracchi 2009 (una DOC Cortona), il Castello di Brolio 2010 (una DOC del Chianti Classico vinificata dal Barone Ricasoli) e il Vin Santo di Carmignano, riserva 2010 (DOC di Carmignano dell'azienda vinicola Capezzana). Per quanto riguarda infine l'occhio di pernice, il consiglio è di puntare su quello prodotto dalla Tenuta Artimino: anche in questo caso si parla di una DOC della zona di produzione Carmignano.