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5 motivi gourmand per andare a Losanna


Valgono un weekend nella città più golosa e innovativa della Svizzera

di Sarah Scaparone

Losanna è per antonomasia la capitale olimpica. Il cuore pulsante del Cantone di Vaud è circondato da paesaggi spettacolari che le conferiscono un’innata magia. Scrittori, pittori, musicisti, artisti di tutto il mondo l’hanno scelta nei secoli per la sua tranquillità. Ma Losanna è anche città d’affari e di congresssi ai vertici della ricerca, polo medico e di formazione come testimonia la sua storica Scuola Alberghiera, la prima istituita al mondo (1893) che ancora oggi laurea centinaia di manager e chef provenienti da ogni dove. Losanna è anche perù capitale del cibo come testimoniano il numero record di ristoranti premiati con stelle Michelin (dieci) e l’interesse sempre crescente per eventi come Lausanne à Table.
Ecco dunque cinque motivi gourmet per visitarla:

Il vino. A est della città, le vigne terrazzate del Lavaux sono Patrimonio mondiale dell’Unesco. Un paesaggio unico che dalle viti si estende sul Lago Lemàno e sulle montagne circostanti rende questo luogo meta di viaggio per appassionati del buon bere che amano girare tra i vigneti a piedi, in bicicletta, in auto o a bordo di trenini panoramici. Il vitigno della zona si chiama Chasselas e dà origine a vini bianchi secchi, anche da invecchiamento. Tante le cantine tra cui scegliere. Una per tutte il Domaine Croix Duplex che dal 1929 produce tra i più apprezzati vini locali. E se siete appassionati di Corto Maltese, fermatevi a Grandvaux: qui si trova una statua a lui dedicata, in omaggio al suo ideatore, Hugo Pratt, che visse a lungo proprio su queste colline.

Il cioccolato. Svizzera e cioccolato è un binomio che non ha bisogno di presentazioni. Anche a Losanna. Sono tante le cioccolaterie che animano la città e che offrono golose prelibatezze ai palati più raffinati. La Chocolatiere dal 1970 propone cioccolatini e praline della tradizione. Da tre anni la gestisce Mercedes Assal che punta all’eccellenza sia sulla qualità dei prodotti che nelle tecniche di lavorazione. Se invece volete degustare la migliore cioccolata calda della città dovete andare a trovare Marta Tombolan a Le Barbare. Lei è una vulcanica signora valdostana che da decenni gestisce questo locale ai piedi della Cattedrale (Escaliers du Marchè, 27). Il suo segreto? Gli ingredienti: latte, cacao, vaniglia, zucchero e cannella.

La Tradizione. Ci sono piatti che vanno assaggiati. Obbligatoriamente. Uno di questi è la mitica Fondue Moitiè-Moitiè preparata con formaggio di latte vaccino e Gruyère sapientemente miscelati. Prima di intingervi il pane c’è chi lo bagna nel Kirsh e chi nel Cognac, ma anche in versione naturale è da capogiro. Gli amanti del formaggio possono provare anche Les Croûtes o Les Gratinèes come il Rösti Vaudois a base di patate e salame locale. I luoghi migliori dove gustare questi piatti sono le Pintes. La più antica è la Pinte Besson che vanta 235 anni di storia. Il mercoledì e il sabato mattina invece l’appuntamento per tutti (turisti e locali in primis) è il mercato che anima il centro di Losanna (Place de la Palud e dintorni) con tanti prodotti a km zero tra cui frutta e ortaggi, pani artigianali, salumi, formaggi, funghi (in stagione), miele, marmellate, vino, succhi.

L’innovazione. La capitale del Cantone di Vaud è attenta alle nuove tendenze anche in fatto di cibo e sono tanti i locali che vanno di moda in città. Tra questi il più trendy è sicuramente Eat Me che propone in un unico menù piatti di tutto il mondo. Piccole degustazioni che vanno dall’Europa all’Asia, passando dalle Americhe e dall’Africa per proporre grandi classici ma anche originali rivisitazioni come l’Electric Sashimiviche: tonno crudo che strizza l’occhio al sashimi e al ceviche peruviano con un incredibile mix di profumi e sapori. Da provare anche il moderno Cafè de Grancy per un lunch internazionale e Pz pizza dove si scelgono in autonomia ingredienti e dimensioni di un impasto a lunga lievitazione.

Il fuori porta. Losanna è una città da vivere a 360 gradi per comprenderne tutte le sfaccettature: dalla riva del lago, al centro storico, alle estremità delle sue colline. Ma anche le sue campagne hanno tanto da raccontare dal punto di vista gastronomico. E non solo per le produzioni locali. Esistono piccoli angoli di paradiso dove un pasto si trasforma in emozione. È il caso dell’Auberge de l’Abbaye de Montheron che si trova all’interno di un’Abbazia cistercense del 1142 dove lo chef Rafael Rodriguez porta in tavola i prodotti locali con estro ed equilibrio di gusti e accostamenti. Ma anche dell’Auberge du Chalet-des-Enfants luogo leggendario molto amato da tutti i losannesi. Qui, dove i piatti sono rigorosamente della tradizione, si narra che Coco Chanel venisse con frequenza per rilassarsi e bere una tazza di latte.