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Street food a Dubai


Dai Falafel alle polpettine di ceci, dal Boozah al gelato di pistacchi siriani. La cucina di strada tra i vicoli della città vecchia

di Chiara Degl’Innocenti

A Dubai convivono oltre 180 nazionalità diverse e proprio questo melting pot di tradizioni, culture e abitudini condizionano la cucina di questa città. Ma chi pensa che Dubai offra soltanto l’opportunità di mangiare all’interno dei lussuosi hotel o immensi mall si deve ricredere. Rompere la routine alberghiera e sperimentare locali tipici che si trovano per le vie della città vecchia offre l’opportunità di gustare uno street food (e non solo) dalle influenze molteplici: dall’Egitto all’Iran, dalla Palestina allo Yemen. Con l’aiuto di una guida gastronomica esperta, Arva Ahmed di Frying Pan Adventures , abbiamo scoperto e provato una ventina di piatti in sette locali diversi.

Sulla Murraqqabat Street al Qwaider Al Nabusi Rest & Sweet, un ristorante giordano-palestinese con insegna rossa scintillante e tavolini sulla strada, si assaggiano i migliori Falafel della città. I falafel sono delle polpettine ripiene di pasta di ceci, peperoncino e cipolla, tipico street snack da gustare anche mentre si cammina. Il locale offre degli strepitosi piatti di hummus con una salsa di coriandolo, prezzemolo, capsicum e una salsa di limone chiamata Tatbeela, agnello Mansaf (tipico della Giordania e servito con salsa di yogurt) e un delizioso Kunafa Na’ama (una torta dolce al formaggio che, al gusto, ricorda molto la seada sarda).

Sulla stessa via si trova una vecchia pasticceria dall’atmosfera vagamente parigina, Samadi Sweet, le cui origini sono libanesi. Finiture in mogano, pavimenti in cotto e tavoli di marmo le conferiscono un tocco charmant. Il menu dei dolci è corposissimo. Da non perdere il Baklava, pistacchi sminuzzati contenuti in un canestrino di spaghetti sottili guarniti con sciroppo al miele, e il Karabij, biscottini ai pistacchi serviti con una crema bianca, molto dolce (Natef) che ricorda la meringa. Per chi decidesse di sedersi, consigliamo dell’ottimo caffè arabo (Gahwa).

Voglia di gelato? Da Asail Al Sham sulla Rigga Road è possibile provare il Syrian pistachio Boozah, un gelato di pistacchio siriano mescolato per ore aggiungendo all’impasto la gomma arabica che lo rende elastico alla lavorazione e alla masticazione. Per chi ha sete si consiglia lo Sahlab, simile al latte ma prodotto con tuberi di orchidee e profumato con della cannella in polvere.

Proseguendo sulla Rigga Road una fermata la merita anche il ristorante Arbel Iraqi dove, già dalla vetrina, si inizia a gustare la specialità della casa, la carpa cotta a legna. Uno spettacolo culinario.

La maratona gastronomica continua al Soarikh (Rigga Road), un locale egiziano dove cucinano il Feteer, una specie di calzone basso ripieno di verdure e formaggio filante, servito insieme a una salsa piccante (Shatta) unita al riso, lenticchie, ceci e cipolle fritte. Ideale da asporto.

Il Tawasol, vicino alla Torre dell'Orologio, è un ristorante che merita da solo il viaggio. Seduti su tappeti, in uno spazio chiuso da tende, si gusta con le mani ogni piatto yemenita accompagnandolo con dello yogurt (Laban). Il pollo Machboos cotto con il riso e Laham Salona, agnello al curry da mangiare con il riso alla paprika e pomodoro (Bukhari) sono una delizia.

Ultima tappa al Abshar Restaurant sulla Maktoum Street. Sangak, il pane iraniano cotto sulla pietra è uno spettacolo di sapore e profumo che si può unire al formaggio, oppure alle melanzane (Kashk Bademjan), al riso cotto con fave e aneto (Baghali Polo), allo stinco di agnello cotto in un brodo di pomodoro (Maahicheh) e verdure stufate con l’agnello (Gormeh Sabzi). Un bicchiere di tè iraniano alla menta dolce (Zullbiya) serve per accompagnare (e far digerire) un pasto ricco come questo.