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Spumanti dalla Campania


Non esiste solo l’Italia settentrionale, o la regione della Champagne: ecco i metodi classici campani che meritano attenzione

di Aldo Fresia
Se andiamo nella nostra enoteca di fiducia e chiediamo uno spumante che ci faccia fare bella figura, il più delle volte usciremo avendo acquistato uno champagne oppure un vino prodotto nell'Italia settentrionale, territori che offrono le migliori condizioni possibili per la crescita rigogliosa di vitigni come il Pinot Nero o lo Chardonnay, autentici prezzemolini delle bollicine di qualità. Esiste però la possibilità di guardare anche altrove, per esempio alla Campania, dove troviamo prodotti che poco hanno da invidiare ai cugini del nord. L'unica differenza sostanziale è che cambiano i vitigni.

LO SPUMANTE DI QUALITÀ
Esistono ovviamente delle eccezioni, ma in linea di massima spumante di qualità fa rima con metodo classico, cioè quel tipo di vino la cui seconda fermentazione, dopo la prima che trasforma il mosto in vino, avviene all'interno delle bottiglie grazie all'aggiunta di lieviti naturali e zucchero (la permanenza del vino sui lieviti dura almeno 18-20 mesi e può raggiungere molti anni). Sono metodi classici gli champagne, per esempio, ma anche i prodotti di storici marchi italiani come Ferrari. Se dunque vogliamo recarci in Campania, vale la pena di farlo cercando un metodo classico.

LA NOSTRA PROPOSTA: DUBL ESSE
In provincia di Avellino si trovano i vigneti dell'azienda Feudi di San Gregorio, che interpreta il metodo classico con le uve della tradizione campana (Greco di Tufo, Aglianico e Falanghina) e grazie alla preziosa consulenza di Anselme Selosse, produttore dell'omonimo champagne e autentico guru del settore. Nasce così la linea DUBL, che declina la freschezza e l'acidità tipiche di questi vitigni in tre tipologie differenti di vino: il BUBL Brut (100% di Falanghina, con note di pesca, camomilla e mela golden), il DUBL Rosato (100% di Aglianico, con note di frutti maturi) e il DUBL + (100% Greco di Tufo, millesimato elegante e rotondo).

Nel 2016 la gamma si arricchisce della linea DUBL ESSE, dove la “esse” sta per selezione e che rappresenta il nostro personale consiglio per chi è curioso di approfondire i metodi classici del Sud d'Italia. I vini di questa linea nascono da uve provenienti dalle migliori particelle di Feudi di San Gregorio, rimangono sui lieviti per un minimo di 36 mesi e sono entrambi pas dosé, cioè sono i più secchi che si possano ottenere con il metodo classico. I DUBL ESSE sono due: quello che utilizza Greco di Tufo in purezza, prodotto in tiratura limitata sin dal 2016, e il rosato che utilizza Aglianico in purezza: l'ultimo arrivato, presentato nel 2017.

LE ALTERNATIVE DI LIVELLO
Feudi di San Gregorio non è l'unica realtà che si fa portabandiera del metodo classico nell'Italia meridionale. Abbiamo già dedicato un approfondimento ad alcuni vini che meritano (Zoe, Terzavia, Riserva Nobile di d'Araprì, Asprinio Brut). Restando però in Campania possiamo aggiungere alla lista due rosè Brut, entrambi ottenuti da Aglianico in purezza: il Gioì di San Salvatore e il Mata di Villa Matilde. Ultima dritta, il pas dosé prodotto con uve Fiano dall'Azienda Agricola Casebianche: si chiama La Matta.