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Seychelles a tavola


Pesce, frutti tropicali, latte di cocco, curry, cannella: il gusto della cucina creola conquista per semplicità e sapori

di Sarah Scaparone

Che siano uno dei luoghi più ambiti al mondo per quella vegetazione lussureggiante, per il colore dell’oceano e delle spiagge cristalline è ormai risaputo. Ma le Seychelles sanno offrire anche numerosi spunti gastronomici grazie a una cucina creola che deve la sua ricchezza alla grande semplicità di ogni preparazione. Le contaminazioni dei piatti provengono dalle culture francesi, indiane, cinesi, africane e britanniche che hanno creato un’interessante varietà culinaria locale. Ecco qualche spunto per assaggi imperdibili tra le isole di Mahé e Praslin.

Il rum. Alle Seychelles il rum si chiama Takamaka. Lo producono a Mahé in un piccolo angolo di paradiso conosciuto come La Plaine St André, nel sud dell’isola. Qui, dove si possono visitare la distilleria e il giardino e dove si può mangiare nell’omonimo ristorante, il rum nasce dall’acqua pura e dallo zucchero di canna dell’isola. Le versioni sono numerose: dal St. André che invecchia otto anni in botte al rum bianco ideale come base per cocktails come il Mojito o la Pina Colada, ma ci sono anche il rum al cocco dal dolce sentore di vaniglia o quello al mango e al frutto della passione entrambi presenti sull’isola.

Il tè. Situata in uno dei posti più panoramici dell’isola di Mahé, la Tea Factory sorge tra terrazzamenti di piante da tè a ridosso del Morne Blanc, poco distante da Port Glaud. L’azienda, che si può visitare tutti i giorni, produce ogni anno oltre 45 tonnellate di tè destinate non solo al mercato delle Seychelles ma anche all’esportazione. Imperdibile il Seychelles Tea, un delicato blend composto da vaniglia, cannella, arancia, menta e limone.

La frutta. Un’isola tropicale è sinonimo di abbondanza, di una ricca vegetazione e di tanti alberi da frutto. Succede così anche alle Seychelles dove la varietà della proposta cambia a seconda delle stagioni che regalano almeno due volte all’anno queste prelibatezze. Qualche esempio? Mango, cocco, melone, frutto del pane, una grande varietà di banane, papaia, ananas e poi avocado, frutto della passione, mele locali, uva e prodotti tipici come rambutan o jackfruit. Utilizzati come protagonisti dei piatti principali, da mangiare singolarmente o come ingredienti di cocktails alcolici e analcolici sono la vera ricchezza di queste isole.

La cucina creola. La cucina locale si basa su pochi elementi essenziali a ogni piatto: il latte di cocco, il curry e la cannella (utilizzate principalmente in foglie), la frutta. Sono loro i protagonisti di una cucina basata su prodotti del posto che ha nel pesce la sua portata principale. I più comuni sulle tavole isolane sono il polpo, il tonno e il red snapper, molto simile al nostro dentice. Serviti crudi o cotti con spezie e chutney di frutti esotici raccontano di come elementi differenti possano creare eccellenti gusti se usati sapientemente. Il curry di pollo, di carne o di pesce è sicuramente una delle portate più diffuse insieme al La Daube: il dolce della famiglia preparato con latte di cocco, frutto del pane o patate dolci, zucchero e vaniglia. Sono tanti i chioschi sulle isole dove gustare la cucina più semplice, ma se siete dei veri gourmet provate quelle dei ristoranti interni ai resort. Al Constance Ephelia di Mahé la cucina creola si gusta sulla bellissima spiaggia di Beau Vallon al Seselwa, mentre a Praslin chiedete del The Nest affacciato sulla Petite Anse Kerlan del Constance Lemuria. Qui lo chef Christian Pedersen organizza anche corsi di cucina dedicati proprio ai segreti della cucina locale.