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Pranzo fuori casa: social o rétro


Dai piatti più gustosi ai contenitori più fashion sul mercato. Per poter mangiare fuori casa, dallo studente al professionista

di Chiara Degl’Innocenti

Che la si chiami schiscetta, gavetta o gamella, che sia un semplice recipiente di metallo dal "sapore" vintage o un oggetto di design, di sicuro è sinonimo di pranzo fuori casa. Che unisce tutti. Dallo studente al professionista. Tornata alla ribalta e associata all'idea di un pasto veloce, economico e casalingo, oggi è diventata anche un'arte. Dal contenuto al contenitore.

Partendo dal cibo, il blogger Alessandro Vannicelli ha dedicato allo storico lunch box un libro e, di recente, un e-book dal titolo Schiscetta Perfetta (ed. De Agostini), una sorta di vademecum fatto di tante ricette facili e veloci da preparare.

Mentre, per chi non ha tempo di prepararsi un buon pasto, c’è chi si è inventato pasti pronti all'uso con menu d’autore che devono il loro successo all’aver saputo trasformare in chiave moderna antichi piatti tradizionali. Qualche esempio: il Tonno a base di carne di maiale al tartufo da unire ai fagioli zolfini di Savini Tartufi e la Zuppa di ceci alle erbette o la Passatina di fagioli bianchi di Ursini.

Ma poiché anche l’occhio vuole la sua parte, anche se il pasto è buono il box che lo contiene deve essere gradevole. L’azienda spagnola Roll’eat ha creato una sorta di vestito per avvolgere il panino combinando l’efficienza di una launch bag e una tovaglietta in un unico prodotto. Naturalmente da poter usare nel tempo. Come dire, mangiare fuori come a casa ma sprecando meno e riutilizzando di più.

La longeva Schönhuber, che distribuisce da 160 anni 16.000 articoli da tutto il mondo, oltre 25 marchi mondiali in esclusiva, per gli amanti del gusto rétro anche a pranzo propone la colorata valigetta di metallo di Kuchenprofi che può trasportare qualsiasi alimento senza dimenticare l’estetica. Come le borracce Zielonka. Comode, utili, sostenibili.