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Santo Domingo: 4 bar e ristoranti dove mangiare


Nella Ciudad Colonial tra concept store, giardini segreti e ristoranti che celebrano la tradizione, ecco dove provare la cucina della Repubblica Dominicana

di Giuliana Matarrese

Terrazze che danno su antiche corti, giardini nascosti all'interno della Ciudad Colonial, antri iper-colorati da murales o concept store che riservano sorprese alcoliche: i posti più nuovi dove sperimentare la cucina della Repubblica Dominicana, si trovano ovviamente nella sua capitale, Santo Domingo.

La Alpargateria, per esempio, sembra "solo"un negozio di scarpe, e nello specifico di alpargatas, molto simili alle espadrillas, da scegliere e customizzare. Se però si attraversa il negozio, sul retro si apre un giardino tropicale dove sedersi a fare una pausa, gustando le tapas del posto, e bevendo dei cocktail rinfrescanti all'ombra di una palma. Punto forte tra le tapas, i montaditos, panini o fette di pane sui quali si adagiano i condimenti più variegati, dal formaggio al prosciutto passando per i peperoni e gli spinaci fino ad arrivare al mango. Le tortillas di patate e i taglieri di salumi si accompagnano inoltre a cocktail, Daiquiri e Margarita che annoverano varianti realizzate con la frutta tropicale, mango, limone, e tamarindo

Un concetto, quello delle tapas, che si ripropone anche con le luci notturne e in un'antica corte della ciudad colonial, da Lulù. Atmosfera raffinata e chef italiano, Saverio Stassi, che incorpora nella cucina locale i sapori del Belpaese, i piatti da provare nel patio, o seduti al bancone del bar all'esterno vanno dal gazpacho di peperoni a cui si aggiungono burrata e pesto alle crocchette con prosciutto e formaggio passando per i tacos, ricetta importata dal Messico, che si riempiono di pesce fresco e salsa verde. Da non perdere le bombe di yucca, pianta molto utilizzata nella cucina locale, qui impanata e fritta con formaggio e chili

Per chi invece al salato preferisce il dolce, meglio optare per il Jalao, inteso sia come il dessert simbolo della Repubblica Dominicana, a base di cocco e miele, che il ristorante omonimo nella ciudad colonial, che, ovviamente, lo serve. Un'odea alla cucina del posto, il locale, una grande sala da ballo ricoperta di murales dove si nascondono edicole votive, soddisfa chi ha il desiderio di immergersi nei sapori del caribe, dai più leggeri del ceviche di gamberetti marinata con succo di arancia e latte a quelli più autentici, come quelli dei chicharròn, la salsiccia di maiale con pomodori aromatizzati al coriandolo. I conoscitori, oltre alla carne e all'arrosto, molto amati sull'isola, optano per il pescato fritto, pesce azzurro impanato e condito con aglio, lime e origano, accompagnato da patate dolci, ketchup di barbabietola rossa e platano fritto

Infine, Buche Perico, nuovo ingresso nei ristoranti di Santo Domingo: il nome che è un omaggio alla zuppa di mais e zucca dolce tipica del paese, è situato in un'antica corte in Calle El Conde, vicino il consolato francese. Le pareti ricoperte di più di 500 specie di piante, rampicanti e non, la balconata che si affaccia sul patio, gli elementi in vetro e una cascata su un lato, lo rendono un posto estremamente suggestivo nel quale cenare con le tapas, nella migliore tradizione locale. La cucina rivisita i grandi classici con un gusto contemporaneo, proponendo ad esempio una torta di yucca realizzata con gelato di cocco e caramello caldo di arancia o il Majarete, la classica crema di mais con aggiunta di cereali tostati, budino di mais, e popcorn.